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Caso Cloe, la perizia super partes “scagiona” i medici

Ancora una volta i periti confermano le dichiarazioni dei colleghi: i medici bruzi non avrebbero colpe nei confronti della piccola Cloe. Perizie su perizie prodotte in quattro anni portano tutte la stessa firma finale di non colpa

 

COSENZA – La perizia super partes chiesta dal Gup ha confermato che i tre imputati non hanno colpe sull’evento morte. La storia della piccola Cloe Grano continua nel suo percorso giudiziario nelle aule del Tribunale. Oggi sono stati sentiti i periti nominati dal Gip/Gup i quali ancora una volta hanno confermato che “non c’è nesso di causalità tra la loro condotta e l’evento morte”. La bimba di appena quattro mesi, muore nell’ospedale Santobono di Napoli dove arrivò in gravi condizioni nell’aprile del 2014 dopo vari ricoveri nell’ospedale di Cosenza. Cloe era stata colta da un’invaginazione intestinale, una sorta di “tappo” che impedisce al cibo e all’acqua di fluire nell’intestino correttamente. la bimba fu trasferita d’urgenza a Napoli. I medici capito il problema avrebbero operato d’urgenza ma cloe muore dopo tre giorni anche a causa dei danni cerebrali subiti.

Nell’aprile 2017 il Gup Branda dispose l’imputazione coatta per tre medici cosentini Gaetano Pugliese (difeso da avvocato Vincenzo Belvedere) Maria Raffaella Aceti (difesa dall’avvocato Piro) e Roberto De Rose (difeso dall’avvocato Nicola Carratelli). Dispose l’archiviazione invece per i medici Rosanna Camodeca, Luigi Carpino e Sofia Cristiani.

Durante il percorso giudiziario furono disposte molte perizie. Ma sia la perizia ultima, dunque, ma anche le precedenti consulenze dei pubblici ministeri di Napoli, una perizia fatta dal luminare Villani che aveva eseguito l’incidente probatorio già con l’allora Gip Branda, poi la perizia del professore Riccio di Messina: ognuno escluse la responsabilità dei medici; tutti i professionisti  coinvolti nella vicenda dei pubblici ministeri, del Gip e poi del Gup hanno escluso la responsabilità. Solo i consulenti di parte ad oggi dichiarano il contrario

I tre periti, sulla perizia affidata proprio dal Gup, oggi hanno ribadito che dal 16 in poi, periodo che riguarda i tre imputati, la bimba essendo già in stato comatoso in ospedale, non aveva alcuna chance per recuperare questo suo stato. Così hanno concluso. Quindi qualunque cosa  avrebbero fatto i tre medici oggi imputati della morte della bimba, certamente non sarebbe stata utile per salvare la vita. Si giunge quindi al momento in cui si va alla discussione di tutte le parti, pubblico ministero parti civili e difese.

 

 

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