Violenza, sequestro e rapina: 13enne sale sul pullman diretta dal fidanzato, ma finisce nei sotterranei della stazione dello Stato

Insieme alla minore l’amico 17enne autistico che avrebbe assistito alla presunta violenza sessuale di cui è accusato il 42enne, in stato di fermo, attualmente nel carcere di Cosenza in attesa dell’interrogatorio di garanzia fissato per domani

 

COSENZA – Sorvegliato speciale con alle spalle rapine, furti, scippi, forse anche droga “abita” alla stazione dello Stato. E’ lì che avrebbe la sua dimora segnalata al Tribunale, dove verrebbe controllato ogni giorno dalle forze dell’ordine. Un uomo che divide un materasso con altri “residenti” della stazione ferroviaria dello Stato, a Vaglio Lisi, a Cosenza. Ed è proprio nei parcheggi sottostanti la stazione ferroviaria che si sarebbe consumata la presunta violenza sessuale venerdì scorso, tra mezzogiorno e l’una, o forse poco più tardi. Le indagini sono in corso. I carabinieri e il magistrato di turno, Donatella Donato della Procura della Repubblica di Cosenza, diretta dal procuratore capo Spagnuolo, hanno bocche cucite. Massimo riserbo sul caso. Nessuno parla, ancora molti tasselli devono essere verificati. In ospedale però e alla stazione dello Stato qualcuno racconta quello che ha sentito, le notizie di corridoio e si raccolgono frammenti di una storia triste legata ad un contesto sociale che deve far riflettere.

La giovane tredicenne insieme all’amico 17enne (che poi si scoprirà essere affetto da autismo), quindi entrambi minorenni, decidono di prendere il pullman per raggiungere la stazione dello Stato da dove avrebbero preso il treno per ricongiungersi con il fidanzatino della 13enne, a Paola. Sul pullman, partito dal centro storico o nei pressi, incontrano il 42enne che, per come quest’ultimo avrebbe raccontato al legale, aveva già conosciuto la ragazza giorni prima e sempre su un pullman. A questo punto sembra che il 42enne fosse visibilmente ubriaco e inizierebbe a dare fastidio alla giovinetta che trova conforto in una chiamata telefonica al fidanzato raccontandogli i fatti.

Giungono nel piazzale della stazione della ferrovia dello Stato e i due minorenni si dirigono verso la biglietteria elettronica per fare i biglietti. Qui sarebbe successo qualcosa che ha portato la 13enne e l’amico a scendere nei parcheggi sotterranei con il 42enne. A questo punto entrano in scena i carabinieri del nucleo radiomobile diretto dal maresciallo Alessandro Italiano della compagnia di Cosenza al comando del tenente Augusto Petrocchi su segnalazione del fidanzato della 13enne che non ha più contatti telefonici con la ragazza, dal momento in cui entra in stazione. Al telefono non risponde più, e decide di allertare i carabinieri che velocemente si dirigono sul luogo dove il ragazzo sa che dovrebbe trovarsi la fidanzata. Trovano i tre e la giovinetta viene trasferita al pronto soccorso per accertare la violenza e prestare le prime cure. Il 42enne attualmente è in stato di fermo.

La ragazza racconterà ai sanitari di essere stata penetrata contro la sua volontà dall’uomo che l’avrebbe costretta prendendola per un braccio. Ad assistere alla violenza ci sarebbe il suo amico, il 17enne, affetto da una forma di autismo. Sembra che ci siano anche due testimoni oculari, due rumeni con i quali il 42enne dividerebbe il materasso ma che non avrebbero visto la violenza ma che sarebbero stati presenti in stazione. Lunedì mattina è fissato l’interrogatorio di garanzia del 42enne che dovrà rispondere dell’accusa di violenza sessuale, sequestro di minori e rapina. Perchè sembrerebbe che il 42enne, avrebbe rubato i soldi alla minorenne, soldi che sarebbero serviti per raggiungere il fidanzato a Paola. Tutte accusa a cui la difesa, nell’interrogatorio di garanzia, dovrà far luce perchè il 42enne si professa innocente o, in ogni caso, è sicuro di non avere avuto rapporti sessuali con la 13enne.

Frammenti di una storia che cela più risvolti ancora da verificare e che, in queste ore la Procura e i militari dell’aliquota radiomobile sono al lavoro per chiudere il cerchio. Di certo abbiamo un luogo che non è sicuro per il cittadino; un luogo pubblico, la stazione dello Stato, dove un sorvegliato speciale vive e viene controllato regolarmente. Un sorvegliato speciale che dorme insieme ad altri ospiti illegali della stazione dello Stato che, per via del poco personale della polizia di Stato, non ha un posto di polizia aperto h24; per via dei tagli dello Stato ha un binario nuovo ma fantasma e non ha un sistema di videosorveglianza attivo, non ha una biglietteria sempre aperta, non c’è personale a sufficienza perchè si possa ritenere un luogo sicuro per “il solo transito” dell’utenza che deve spostarsi con i mezzi su rotaia. Non esiste più un bar, un giornalaio; è rimasto solo un tabacchi. E alla luce dei fatti odierni, con la presenza anche del centro per l’impiego, quale sicurezza esiste nell’area? Un problema atavico che purtroppo ritorna solo quando accadono taluni fatti. Forse è giunto il momento che chi di dovere prenda dei provvedimenti per la tutela di tutti, buoni e cattivi