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Caos e disagi a Cosenza per l’inizio dei lavori per la Metro, traffico paralizzato

Ci si chiede perché il sindaco Occhiuto non ha realizzato alcuna viabilità alternativa? Ecco cosa era stato previsto per la realizzazione della bretella di collegamento parallela a via Popilia

 

COSENZA – La città di Cosenza oggi si è svegliata nel caos. Da qualche giorno sono iniziati i primi lavori relativi al cantiere per la costruzione della metrotranvia che colleghera’ Cosenza, Rende e l’Universita’ della Calabria. L’opera, molto avversata da diverse associazioni locali e formazioni politiche, che hanno anche scritto al ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli segnalando la mancanza di alcune autorizzazioni, cambiera’ completamente l’assetto della viabilita’ cittadina. Da stamattina, una carreggiata del viale parco cittadino e’ stata chiusa al traffico, mentre l’altra ha subito un cambio di verso alla circolazione, cosa che ha causato non pochi problemi agli automobilisti, che si sono riversati in massa sulle parallele via Popilia e via XXIV Maggio. Da piu’ parti si paventano seri disagi alla circolazione stradale con l’apertura delle scuole, evento che portera’ in citta’ molte auto e pullman provenienti anche dalla provincia. Dal Comune di Cosenza si assicura che sara’ attivata una viabilita’ alternativa. Il progetto complessivo comprende, al termine dei lavori di costruzione della metrotranvia, la cancellazione dell’attuale viale parco che sara’ sostituito da un grande parco attrezzato e pedonale che, nell’idea del primo cittadino, Mario Occhiuto, sara’ un polmone verde che attraversera’ tutta la citta’ in senso nord-sud.

 

“Cambia la circolazione stradale, entra in vigore l’ordinanza che disciplina la nuova configurazione del traffico veicolare, ma ad oggi – denuncia il consigliere comunale in quota PD Carlo Guccione – viene meno ciò che era stato assicurato dall’amministrazione comunale. Manca una viabilità alternativa. E il rischio è che terminerà prima la realizzazione della Metrotranvia che il progetto della nuova bretella di collegamento parallela a via Popilia, nonostante la Regione Calabria abbia più volte sollecitato il Comune a utilizzare i finanziamenti (500mila euro) concessi per l’arteria alternativa alla chiusura di viale Mancini. Intanto, a ridosso anche dell’inizio dell’anno scolastico, aumentano i disagi e la paralisi del traffico veicolare era praticamente scontata. Le soluzioni potevano essere programmate in tempo ed è dal 2017 che l’amministrazione comunale promette l’ultimazione di via Reggio Calabria per regolamentare i flussi di traffico. Ma ad oggi nulla è stato fatto, non si intravede alcun inizio lavori per quanto riguarda la bretella di collegamento parallela a via Popilia che doveva servire a snellire il traffico dovuto ai cantieri del Parco del Benessere (da piazza Mancini alla rotatoria di via Padre Giglio) e della Metrotranvia.

 

 

Ed ecco spiegato il perché. Nell’accordo di programma tra Regione e Comune di Cosenza per la “realizzazione di un sistema di mobilità sostenibile attraverso opere strategiche e il collegamento metropolitano tra Cosenza, Rende e Università della Calabria”, la Regione ad agosto del 2017 si impegnava a cofinanziare i lavori del lotto 1 per la realizzazione della viabilità alternativa. Lavori che prevedevano il completamento dell’asse viario di collegamento tra piazza Spezzano-via Reggio Calabria-via Bari di importo complessivo pari a 500.000,00 euro. Inoltre il Comune di Cosenza nell’Accordo di Programma ha preteso che i lavori della realizzazione del Parco Urbano fossero prioritari e resi disponibili al Comune con un primo lotto funzionale entro dodici mesi dalla consegna generale dei lavori (come specificato nel punto 5.4.1. dell’Accordo di Programma). Il progetto definitivo dei lavori del primo e del secondo lotto era stato approvato ad aprile del 2018 con la delibera avente come oggetto: “Collegamento viario via Giovanbattista Lupia – Ponte San Francesco di Paola (Ponte Calatrava)”.

 

 

In particolare, per il secondo lotto, è stato ipotizzato un finanziamento di 2.785.000,00 euro specificando che “sarà realizzato dal Comune di Cosenza con propri fondi di bilancio”. Tutto ciò è stato inserito con una variazione dello schema del Piano triennale dei Lavori pubblici 2018-2020 e il finanziamento viene previsto attraverso la vendita degli immobili comunali. Cosa che rischia di realizzarsi, se va bene, nei prossimi venti anni. Se questi lavori dovevano servire a snellire il traffico e il progetto doveva prevedere la realizzazione di una viabilità alternativa a salvaguardia della migliore circolazione veicolare, come mai si decide di finanziare questi lavori con l’alienazione degli immobili che, tra l’altro, fino ad oggi ha prodotto solo qualche centinaia di migliaia di euro di incassi? I cantieri, poi, sarebbero dovuti partire molto prima dell’inizio dei lavori del Parco del Benessere previsti per lunedì. Non vogliamo esprimere cattivi pensieri ma a pensare male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca. Il tentativo di far emergere che questo caos sia dovuto all’inizio dei lavori della Metrotranvia è una rappresentazione di comodo da parte del sindaco Occhiuto.

 

 

L’esecuzione dei lavori del Parco del Benessere (propedeutici a quelli della Metrotranvia) è una scelta apprezzabile ma, per come è stata programmata, comporterà la chiusura totale di viale Mancini dal tratto che va dai Due Fiumi fino alla Sopraelevata, senza una viabilità alternativa che poteva essere già realizzata con la strada prevista nell’Accordo quadro di programma. Questo avrebbe evitato tutti i possibili disservizi e disagi per gli automobilisti. Ora sarebbe opportuno accelerare rapidamente la realizzazione del collegamento viario via Lupia – Ponte Calatrava e stabilire un diverso cronoprogramma per i lavori del Parco del Benessere e della Metrotranvia che impedisca la chiusura totale di Viale Parco in attesa di realizzare rapidamente il tratto alternativo. Perché non si è realizzata in tempo la strada alternativa invece di cercare, maldestramente, di addossare le responsabilità all’inizio dei lavori di una infrastruttura sostenibile in grado di cambiare il volto dell’area urbana e di essere volano dello sviluppo della futura città unica? Il pressapochismo e la cattiva gestione amministrativa del sindaco architetto sono la vera responsabilità dei disservizi”.