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Centro storico: un silenzio assordante di un luogo “che non c’è più”

Dalle associazioni, ai comitati, ai movimenti sociali, alla Curia, ai semplici cittadini, la mobilitazione per difendere il centro storico, contro la chiusura al traffico veicolare, cresce “a vista d’occhio”

 

COSENZA -Su Facebook si scatena la “guerra fredda”, con tanto di foto con orario per testimoniare il deserto che regna, con i video in cui non si sente “volare una mosca”, con la solidarietà dei cosentini ai commercianti e residenti della città vecchia che, con l’ordinanza della chiusura al traffico veicolare, hanno visto spegnersi le ultime possibilità di far rivivere la “prima” Cosenza, la storia della città. Da ricordare che circa un mese prima ha chiuso battenti un altro locale notturno, un pub che ha fatto parte della storia della città vecchia, ma che la crisi non ha risparmiato. E ci si avvia ad un lento declino – scrivono in molti-, come in quei vecchi giornaletti in bianco e nero dove vedi le macerie di una città che muore, nell’attesa che arrivi qualche supereroe a combattere i cattivi e a riportare la giustizia.

Le attività presenti sono quindici e, in questi tre mesi di prova di Ztl su corso Telesio, sarà davvero dura da sostenere, considerato che già dai primi giorni si è verificato un vistoso calo delle vendite. Addirittura già una scuola di musica sta pensando a trasferire altrove l’attività. L’assessore Pastore questa mattina ha incontrato i commercianti e non ha potuto far altro che registrare le lamentele e soprattutto una nuova ed ennesima richiesta di poter parlare con il sindaco che, a tutt’oggi, non ha nessuna intenzione di rivedere questa decisione presa. Per i residenti ed i commercianti ed i cosentini, almeno in gran parte, il centro storico sarebbe potuto diventare Ztl nel momento in cui avesse avuto una serie di servizi che attualmente non esistono. Tra l’altro, spiegano i commercianti “abbiamo investito a nostre spese nella ristrutturazione e soprattutto nel cercare e tentare di aiutare il centro storico a rivivere. Ma invece di premiare i nostri sforzi, vediamo deludere tutte le nostre aspettative”

I post pubblicati su Facebook

“Cara signora del centro storico,che hai quel bellissimo alimentare stamattina non sono potuto venire a prendere il pane di Teresina di Mangone perché per arrivare da te ci voleva l’elicottero.Scusami non potrò più farlo perché lo scienziato del traffico ha deciso di farti fallire….ti chiedo scusa io per lui. Appena posso ti raggiungo …ti chiedo un piacere al fruttivendolo Pierpaolo che hai vicino digli che non posso arrivare e scusami pure con lui … poi siccome lo hai quasi difronte digli al titolare del Caffè Renzelli che la mia colazione devo trovare altro bar….tanti cari saluti ..”

Lo scrive un cittadino sul profilo Facebook della commerciante che ha aperto nel centro storico il negozio di generi alimentari. E i commenti al post sono tanti e testimoniano come la maggior parte dei cosentini siano solidali con i residenti del centro storico, e soprattutto i commercianti, e dimostrano come questa idea del primo cittadino, di chiudere il centro storico al traffico, sia una decisione non condivisa. Scrivono su Facebook “Ma quante storie! Ora prenderete la metro leggera e arriverete dappertutto. Leggera= volante?”; “Anche io,  dovrò spostarmi con la scuola di musica da C.so Telesio se le condizioni continueranno ad essere queste. È davvero un peccato per chi, come noi, ha deciso di investire in un luogo difficile come il centro storico, ci credevamo.

La mia scuola di musica, come sai, porta ragazzi e bambini anche dai paesi e non potranno più venire. Mancano i parcheggi e le comodità necessarie per poter arrivare. In questi tre anni, attraverso la musica, abbiamo fatto tante cose e svolto anche attività sociali, con gli anziani, i bambini e nell’ospedale di Cosenza. Se così sarà dovremo continuare altrove. Io sono con te”. “Cosenza diventerà la città delle mongolfiere o la città deserta dei quadri di De Chirico”. “Ordinanza sbagliata nel metodo (arroganza verso i residenti e gli esercenti) e nel merito perché si possono chiudere al traffico i centri storici vitali, non la moribonda Cosenza Vecchia. Tutta la mia solidarietà”. “Pazzesco!!! Vergognoso!!! Oltraggioso!!! Ecco come far definitivamente morire un centro storico già morente e che, per la posizione nella quale si trova rispetto alla città nuova, NON può esistere senza le macchine, perché nessuno, dalla città nuova, ci arriverebbe solo per “turismo” o “passeggiata” essendo tutto il centro storico in salita e chi ci abita, non fa certo lì il turista per caso… tutt’altro!!! Oltretutto con un servizio pubblico deficitario quanto addirittura inesistente!!! ASSURDO!!! Spero ci ripensino o la cittadinanza dovrà vestirsi, finalmente, di quell’autorità, che ogni vera democrazia gli conferisce e ripristinare… l’ordine costituito!!! Vedremo!!!” “Condivido l’amarezza e lo sfogo di questo post… Io non sono cosentino, ma negli anni 90 vissi appieno la vita notturna e anche culturale della città vecchia, che diventava centro di scambio e di crescita, ricordo solo “Invasioni” e già la dice lunga.. Chi opera forzatamente solo in chiave di modernità, laddove la modernità non è tratto caratterizzante di Cs, fa morire il già esistente e di conseguenza l’economia e la socialità del posto”.

La Curia cosentina esterna difficoltà

Questi sono solo alcuni post dei tanti cittadini, che proprio non capiscono e chiedono al sindaco il perchè di questa decisione e soprattutto chiedono di fare un passo indietro che non significa sconfitta ma crescita nel rivedere le decisioni. E accanto ai cittadini il vescovo Nolè rende “pubblica la difficoltà a svolgere liberamente il Ministero Pastorale che ci è stato affidato”. “Per non sembrare reticenti o conniventi con l’ordinanza comunale di chiusura al traffico dell’arteria principale del Centro storico, dopo che Associazioni culturali, commercianti e singoli cittadini hanno dimostrato pubblicamente il loro dissenso rispetto alla ZTL h24 e hanno chiesto la nostra opinione in merito e il nostro sostegno, ma anche su richiesta insistente di fedeli, Sacerdoti e Religiosi della Diocesi che hanno visto limitato il loro diritto di incontrare il Vescovo e gli Uffici di Curia, ci siamo determinati – riporta la nota – a rendere pubblica la nostra difficoltà a svolgere liberamente il Ministero Pastorale che ci è stato affidato. Il Vescovo, dopo alcuni giorni di sperimentazione, da noi definiti molto negativi, senza entrare in particolari facilmente immaginabili, ha convocato i suoi più stretti Collaboratori che hanno ribadito le medesime difficoltà”.

Movimento Noi

“La decisione dell’Amministrazione comunale di Cosenza di chiudere le porte della Città Storica di Cosenza con provvedimento ZTL, ha generato enormi difficoltà già dalle sue prime ore. Cittadini, commercianti, associazioni e attività di volontariato si ribellano facendo notare che al totale stato di abbandono della Città Storica da parte della politica, oggi si aggiunge il colpo di grazia che pregiudica lavoro, economia e solidarietà. Il Sindaco Mario Occhiuto dovrebbe, piuttosto, chiedere scusa ai suoi abitanti e a tutti i commercianti, per non avere valorizzato con politiche concrete e adeguate, sino ad oggi, questa parte storica della Città, culla di Civiltà Giudaico-Cristiana e Greco-Romana, barattata troppe volte per un barbaroOggi non si fa attendere il Comunicato dell’Arcidiocesi cui sono letteralmente impedite tutte le normali attività di accoglienza e gestione delle sue funzioni”. 

Il comitato Piazza Piccola in una lettera “disegna” il centro storico

“Dobbiamo ammetterlo, vedere il centro storico senza auto e parcheggi selvaggi è bello e suggestivo. È molto evocativo passeggiare e ascoltare i rumori della natura e le campane senza il frastuono delle auto. Tutto molto bello, se non fosse per dei dati oggettivi, la gente in quel luogo ci vive e ci lavora. Nessuno si oppone alle innovazioni per partito preso, ma crediamo che alcune scelte vadano programmate e realizzate con degli step ben precisi, ma sopratutto con la partecipazione e il contributo di chi vive quel luogo. La nostra preoccupazione non nasce da un capriccio, ma da un intervento poco chiaro nato con una celerità che non riusciamo a spiegarci. Eppure di interventi che richiedono tempi brevi c’è ne sono a bizzeffe (vie di fuga, messe in sicurezza, colonnine anti-incendio, auto mediche, sistemazione pavimentazione, superamento delle barriere architettoniche, incentivo dell’affluenza, tutela del patrimonio). Avremmo apprezzato un piano ben dettagliato, con l’individuazione di nuove aree parcheggio nelle zone limitrofe, aree di sosta permanenti e a tempo , rifacimento della segnaletica verticale e orizzontale, il superamento delle barriere architettoniche, servizi di accompagnamento per disabili e anziani e tanto altro ancora. Siamo indignati di come ancora una volta vengano imposte delle scelte bypassando completamente il parere di chi le subisce.

Crediamo per tanto che, il comune di Cosenza debba per prima cosa convocare ed ascoltare le esigenze e i bisogni dei cittadini. Come comitato di quartiere, crediamo che:
-Vada combattuto l’abbandono delle auto all’interno del centro storico e il fenomeno dei parcheggi selvaggi soprattutto in zone a rischio e in forte degrado (esempio crollo Galeazzo di tarsia o Santa Lucia)
-Siano garantiti i parcheggi per residenti e disabili (una macchina a nucleo familiare)
-ZTL ad orario con varchi dalle 6 del mattino fino alle 19 accessibili, dalle 19 alle 6 chiusi. Mentre nel weekend dalle 16 di sabato fino alle 6 di lunedì.
-Parcheggi a tempo per i commercianti
-Nuova residenza
-Bonifica e ripristino dei sottoservizi
-Abbattimento delle barriere architettoniche
-Servizi di accompagnamento per anziani e disabili
Parcheggi pubblici in zone limitrofe e funzionali che non siano di interesse artistico.
– Potenziamento servizi navetta e utilizzo mezzi elettrici
– Manutenzione dei vicoli e del selciato preservando l’importantissima pavimentazione storica.
-Percorsi turistici puliti, facilmente accessibili e degnamente segnalati attraverso la cartellonistica
-Incentivare e Ripristinare il servizio di Visite in carrozza del Centro Storico
-Portare funzioni pubbliche all’interno del centro storico (esempio: Ufficio Anagrafe).
-Portare uffici privati situati in zone periferiche (esempio: Ufficio Enel Via Popilia).
-Trasferire istituti scolastici nel centro storico (Istituto Artistico, Liceo scientifico Fermi).
– Recuperare, tutelare e valorizzare il patrimonio artistico, architettonico e paesaggistico dell’intero Centro Storico, con particolare attenzione per i “pezzi” più fragili e compromessi, quali archi, edicole votive, scalinate, palazzi storici.
– Promuovere una politica culturale che tenga conto delle vocazioni tipiche del territorio (da quella artigiana a quella artistica), rendendo direttamente protagonisti cittadini,commercianti, associazioni, comitati, volontari che, da anni, provano a rivitalizzare il Centro Storico. Impegnarsi a requisire ed, eventualmente, proporre per progetti di autorecupero tutti quegli stabili, non conformi all’uso abitativo, che potrebbero essere dati in libera gestione .
– Riportare flussi di cittadini, e non solo di turisti, all’interno del Centro Storico, sostenendo tutte le attività culturali promosse dal basso, coinvolgendo i cittadini sul destino di luoghi propri della comunità quali chiostri, Casa delle Culture, ex Mediateca.
– Strutturare in maniera partecipata la proposta culturale, chiamando in causa gli operatori che, spontaneamente, si impegnano per mutare le sorti del quartiere, dando loro incentivi e ragionando all’unisono sulla destinazione dei beni comuni del quartiere.
-Residenze artistiche e Botteghe Artistiche
-Percorsi fluviali collegati al centro storico. Dal nostro punto di vista, le iniziative se non sono pensate e costruite insieme non possono essere che fallimentari. I bocsart sono destinati in una zona troppo periferica, fuori da ogni contesto, un luogo creato a forza, mentre sono tanti gli spazi nel cuore del centro storico che richiederebbero vitalità e nuove funzionalità. Si possono creare delle residenze artistiche recuperando i palazzi a rischio, unendo l’utile al dilettevole. Si possono recuperare alcuni “vasci”, spazi e gallerie antiaeree presenti nel centro storico, come spazi espositivi, gallerie d’arte e luoghi di sperimentazione, così da unire le visite dei luoghi espositivi alla visita del centro storico. Ciò può creare più presenze e vita all’interno dei vicoli, invogliano i privati ad investire qui”.

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