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“Terra Bruciata” costola di “Mater”, la droga dilaga tra i giovani e gli universitari

L’operazione “pulizia” spezza uno degli anelli della catena dello spaccio, bloccando 60 pusher dai 20 ai 40 anni, per la maggior parte, dediti allo spaccio tra i giovani e nelle feste universitarie

 

COSENZA – Con l’operazione “Mater” si pensava che la Procura avesse chiuso un capitolo dello spaccio bruzio. Invece gli inquirenti sulla scia di prove raccolte dal “grembo” della prima operazione hanno continuato ad indagare fino ad arrivare a “Terra bruciata”, segno che la giustizia continua ininterrottamente la lotta contro lo spaccio. Hashish, marijuana, cocaina, anfetamina, LSD, Speed: la droga a Cosenza e nell’hinterland fa da padrona colpendo la fascia dei giovani, in maniera significativa minorenni, in larga diffusione. Cosenza, Carolei, Casole Bruzio, Rende, Fuscaldo, Spezzano Albanese, Castrolibero, Celico, San Lucido, Dipignano, Casali Del Manco, Rovito, Cetraro, Amendolara, San Fili, Pizzo (VV), Crotone, Cotronei, Mileto (VV), qui sono residenti i 64 indagati nei confronti dei quali per 57 è stata applicata la misura coercitiva dell’obbligo di dimora nel comune di Cosenza e 3, di divieto di dimora nello stesso comune.

La pericolosità degli indagati

Molti degli indagati sono incensurati, altri hanno procedimenti penali in corso tra cui sovente ritorna il reato di spaccio e detenzione di stupefacente, di altri il pubblico ministero nell’ordinanza, evidenzia il bagaglio “penale” che si portano dietro: “Professionalità dimostrata nello svolgimento dell’attività delittuosa; un “sistema di vita” per gli indagati, esclusiva fonte di sostentamento, come emerso dai numerosissimi episodi di spaccio e dalle cospicue quantità di droga trattate; esistenza di precedenti condanne già passate in giudicato per reati della stessa indole di quelli per cui si procede: furto, rapina, porto d’armi, detenzione e spaccio sostanze stupefacenti, truffa, falsa testimonianza, evasione, ricettazione, detenzione abusiva di munizioni e di armi clandestine, lesioni personali, associazione di tipo mafioso, estorsione, omicidio colposo, invasione di terreni, maltrattamenti, violenza privata, lesioni personali, deturpamento e imbrattamento di cose altrui, sequestro di persona, violazioni di domicilio, guida in stato di ebbrezza”

 

Le richieste della Procura

La Procura bruzia – si legge nell’ordinanza -, alla luce delle attività delittuose dei reati commessi, della caratura criminale degli indagati, della circostanza per alcuni di aver svolto l’attività delittuosa all’interno della propria abitazione (talvolta già sottoposti a misura cautelare ai domiciliari per fatti della stessa indole), delle condanne riportate per evasione, chiede la custodia cautelare in carcere per A.M. 39 anni Cosenza, P.M.D. 49 anni Cosenza, M.C. 49 anni Cosenza, G.D.R. 34 anni Cosenza, L.R. 34 anni Cosenza, M.S. 47 anni Casole Bruzio , P.P.P. 28 anni Rende, L.B. 28 anni Pizzo (VV), A.I. 30 anni Cosenza, M.A. 29 anni Cosenza, E.C. 40 anni Celico, A.B. 37 anni Cosenza, A.L. 38 anni Cosenza, G.B. 37 anni Rende, A.I.27 anni Cosenza, F.M. 35 anni Casali Del Manco, T.P. 42 anni Cosenza, A.B. 34 anni Cosenza, L.D.M. 26 anni Crotone, G.M. 22 anni Cotronei, A.N.R. 27 anni Rende, R.C. 31 anni Mileto (VV), A.P. 41 anni Cosenza, C.A. 27 anni Cosenza, C.D.A.47 anni Cosenza ,O.B. 45 anni Cosenza, M.D.L. 34 anni San Fili, C.D. 43 anni Cosenza, E.D.R. 43 anni Cosenza, S.C. 33 anni Cosenza, A.S.P. 29 anni Rovito, V.P. 32 anni Cosenza

Chiede gli arresti domiciliari nei confronti di M.D.R. 45 anni Cosenza, L.C. 47 anni Carolei, G.D.A. 28 anni Cosenza, B.S. 24 anni Cosenza, F.B.31 anni Cosenza, F.C. 39 anni Cosenza, L.R. 23 anni Cosenza, M.B. 26 anni Cosenza, F.T. 25 anni Cosenza, A.F. 36 anni Cosenza, A.C. 35 anni Celico, S.P. 29 anni Celico, A.M. 31 anni Rovito, M.I. 45 anni Cetraro, G.B. 25 anni Trebisacce, A.P.A. 35 anni Cosenza, A.D.C. 31 anni Cosenza, A.L. 26 anni Cosenza, S.L. 63 anni Cosenza, F.B. 50 anni San Fili, C.P. 33 anni Cosenza, J.P. 39 anni Cosenza, A.F. 39 anni Cosenza, S.P. 41 anni Dipignano, A.G 63 anni Cosenza.

Divieto di dimora nel comune di Cosenza nei confronti di S.S., C.S.D.M.,

Il Gip applica l’obbligo di dimora

Per il Gip la misura ritenuta più idonea è stata l’applicazione dell’obbligo di dimora per 57 indagati tra cui tre donne e di non allontanarsi dall’abitazione nelle ore serali e notturne ossia dalle 20 alle 7; il divieto di dimora nel comune di Cosenza e Rende per un solo indagato M.L.F.; il divieto di dimora nel comune di Cosenza per due indagati S.S., C.D.M, tra cui una donna.

Il Gip ha disposto il sequestro preventivo di beni mobili ed immobili, titoli, valori o altra attività economica nella disponibilità di C.D. per il reato di usura per un importo di 6400 euro; sempre C.D. e E.D.R., per le ipotesi concorsuali ad un sequestro di 25.700 euro; solo per E.D.R. per le ipotesi a lui ascritte dell’importo di 22.600 euro. Per gli indagati residenti a Cetraro il Gip non si è espresso per incompetenza d’ufficio e la conseguente trasmissione degli atti alla Procura di Paola

Il blitz

Il blitz dell’operazione “Terra bruciata” è l’epilogo di una indagine filone di Mater portata avanti dalla Procura della Repubblica, il pubblico ministero Giuseppe Cozzolino, con il coordinamento del Procuratore capo Mario Spagnuolo. L’operazione è stata portata a termine dai carabinieri del comando provinciale di Cosenza diretto dal tenente colonnello Sutera, in particolare dalla compagnia cittadina al comando del capitano Passaquieti e il comando stazione di Cosenza Nord coordinato dal luogotenente Parisi e dalla Guardia di Finanza del comando provinciale di Cosenza Oltre 300, tra carabinieri e finanzieri con il supporto dei militari del nucleo cinofili e del nucleo elicotteri di Vibo Valentia e di Tito (Pz). Le fiamme gialle hanno proceduto contestualmente al sequestro per equivalente di beni mobili e immobili posseduti da alcuni degli indagati per la somma complessiva di euro 50.000, ritenuta provento dell’attività delittuosa.

Le indagini

Le indagini vanno dall’anno 2016 fino a maggio 2018; un lavoro certosino basato su intercettazioni telefoniche ed ambientali – tenore inequivocabile – e dalle dichiarazioni rese dai tossicodipendenti cessionari di sostanze stupefacenti. Per il pubblico Ministero l gravità dei fatti discende da numerose circostanze: l’elevato numero di vicende delittuose emerse nel corso dell’attività investigativa. Con riferimento ai reati in materia di stupefacente sono avvinti dal vincolo della continuazione e commessi continuativamente e commessi in un arco di tempo ampio che rende particolarmente preoccupante il fenomeno delittuoso al di là del numero di consumatori finora emersi; l’eccessivo quantitativo oltre alla diversa natura di sostanze stupefacenti nella disponibilità degli indagati (in particolare hashish, marijuana, cocaina, anfetamina, LSD, Speed) che emerge dal numero elevato di cessioni effettuate dagli indagati e per come è emerso dalle dichiarazioni rese dai consumatori le richieste venivano prontamente soddisfatte dagli indagati che avevano disponibilità immediata della droga per la “copiosa” clientela; i reati di minaccia, ad alcune vittime di usura per indurle al pagamento degli interessi usurai pattuiti in relazione ai pregressi prestiti di denaro; estorsione ai consumatori in ritardo con i pagamenti; alla disponibilità di armi da sparo; La preoccupante diffusione di svariati quantitativi di sostanze stupefacenti di tipo “chimico” in occasione di feste universitarie a cui partecipano anche gli indagati i quali, approfittando del gran numero di giovani “richiamati” da tali eventi, riescono agevolmente a smerciare significative quantità di stupefacenti (LSD, anfetamina, MDMA, Speed) che, per loro natura chimica, presentano effetti particolarmente dannosi per la salute degli assuntori molti di giovane età.

I rapporti usurai si protraggono da anni, sono tuttora in corso e risultano caratterizzati, nella fase patologica, da atti intimidatori ai danni delle vittime, volti in alcuni casi a costringere le vittime a vendere immobili a prezzi di gran lunga inferiori al valore di mercato così da recuperare il denaro necessario all’estinzione del debito

 




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