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Spaccia droga a minorenni, per “Bombo – crack” obbligo di firma

Le due minorenni, sono state beccate all’atto dell’acquisto dello spinello. Entrambe erano dotate di strumento per il taglio e una delle due in borsa conservava una pistola giocattolo

 

COSENZA – Sarebbe conosciuto nell’ambiente come “Bombo – crack” e vende droga, hashish e marijuana, all’interno della villetta di via Giulia, punto di snodo per i tanti istituti scolastici di viale Mancini. Per il reato a lui imputato era ad attenderlo il carcere, ma le argomentazioni della difesa l’hanno fatto tornare in libertà.  Sembra che qualche giovane di buona volontà abbia voluto mettere fine al via vai quotidiano dalla villetta alla scuola, secondo quanto riscontrato dagli investigatori, inviando una segnalazione tramite la nuova app You Pol, della polizia di Stato. Inserita la geo localizzazione, il giovane lancia un messaggio alla centrale operativa indicando il luogo e cosa stesse accadendo. Due poliziotti in borghese, intorno all’ora di pranzo di ieri, si sono portati nei pressi della villetta dove hanno individuato subito lo spacciatore, segnalato dal messaggio in app. Il via vai di ragazzi all’uscita dalle scuole che attraversano la villetta e il pusher, il cittadino extracomunitario A.M. di 23 anni, seduto con in testa il suo cappellino tutto pieno di strisce, quasi fosse un segnale per essere riconosciuto.

villetta via GiuliaNon c’è voluto molto tempo che due studentesse, minorenni, hanno allungato il passo verso il 23enne. Solo una delle due è andata ad effettuare l’acquisto. 10 – 15 euro per uno spinello, quasi sicuramente da dividere con l’amica. Scatta il blitz degli agenti della squadra volante. Uno si dirige verso lo spacciatore per bloccarlo prima che si desse alla fuga, mentre l’altro ha provveduto a bloccare le ragazze, poi scoperte sedicenni, intente a fumare lo spinello. Da una prima perquisizione personale il pusher è stato trovato in possesso di 1.647 euro, probabili proventi dello spaccio, conservati nelle tasche dei pantaloni, due “pietre” di Hashish, rispettivamente di 0,26 e di 5.70 grammi (per un totale  5,96 grammi) e di quasi 50 grammi di marijuana.

Lo spacciatore accusato di detenzione e spaccio di stupefacente, con l’aggravante di avere venduto la droga a minorenni, da ulteriori controlli è stato evidenziato fosse recidivo, per fatti commessi nel 2015. Il giovane non ha documenti di identità, nè permesso di soggiorno. I poliziotti sono risaliti alla sua identità grazie alle impronte digitali contenute nello schedario della polizia scientifica. Il pusher avrebbe all’attivo, secondo la polizia molti alias, forse sette; infatti, i fatti risalenti al 2015, sarebbero riconducibili ad un nome diverso, ma grazie proprio allo schedario della polizia scientifica si è potuto capire che si trattava della stessa persona.

Il giovane 23enne, difeso dagli avvocati Ugo Le Donne e Isabella Cimino, durante il rito della direttissima, celebrato nella mattinata di oggi davanti al giudice monocratico Granata, si è avvalso della facoltà di non rispondere. La difesa ha fatto presente come la droga in possesso del 23enne fosse una quantità irrisoria da non necessitare una misura cautelare di detenzione in carcere. Il giudice ha accolto la tesi della difesa e la richiesta dell’accusa di applicare una misura cautelare dell’obbligo di firma. Il pusher, convalidato l’arresto è tornato in libertà.

Tocca adesso alla polizia di Stato capire il perchè una sedicenne portasse in borsa oltre agli strumenti per tagliare fumo anche una pistola giocattolo che, per quanto possa essere giocattolo poco si nota la differenza con una vera in un momento di panico. Che dietro quella pistola giocattolo ci fosse qualcosa in più? Certamente oggi il mondo giovanile viaggia verso un baratro, su una corda sottile ormai spezzata e rattoppata troppe volte.