118: per tre ore centralini ko, ma la macchina del soccorso non si è fermata

Emergenza in sala comandi. Linee fuori uso in entrata ed uscita. E’ stato attivato il protocollo in tutta la provincia e i così detti telefoni bianchi

 

Ambulanza-Autostrada-A2_01-735x400COSENZA – Codice rosso per il numero d’emergenza 118. Questa mattina alle 10.28 un allarme ha riecheggiato in tutta la centrale operativa di Serra Spiga, a Cosenza. Per la gravità della situazione, considerato l’importanza che riveste il servizio “salva vita”, sembrava fosse scattato l’allarme di un attacco imminente di un bombardamento. In quei momenti è stato il caso di dire “tutti ai posti di combattimento”. In realtà l’allarme ha segnalato il grosso problema che, in quel momento, ha mandato in tilt una intera centrale operativa che copre tutta la provincia di Cosenza, ma è pur vero che, dietro a quei telefoni e a capo del Suem 118 ci sono professionisti che hanno una esperienza di vita ultra trentennale e che, in momenti difficili, sa come uscirne fuori a testa alta. E’ così è stato. Mentre i tecnici della Telecom si sono prodigati per ripristinare il guasto in poco tempo, i soccorsi sono andati avanti “alla vecchia maniera” portando a termine molti codicci rossi.

 

Teniamo in particolare a dare la notizia perchè il lettore capisca che, qualsiasi cosa succeda, i professionisti del soccorso non abbandonano la pista, nè, usando un termine prettamento tecnico, tornano ai box per effettuare un “pit stop”. E a spiegarci cosa è accaduto e come hanno riccmandato avanti i soccorsi, fino al momento del rientrato allarme, è il responsabile provinciale del Suem 118, il medico rianimatore Riccardo Borselli. «Intorno alle 10.28 i sistemi telefonici e via dati della centrale operativa si sono improvvisamente interrotti. Sono andati in allarme. In effetti, da alcuni minuti gli operatori si sono insospettiti del fatto che non giungessero più telefonate in entrata e, dopo un veloce controllo, anche in uscita. A realizzare, appunto, che qualcosa non andasse ci ha pensato anche l’allarme scattato, che ha avvisato del sistema in avaria. Ovviamente ci siamo trovati a dover gestire tutti i soccorsi della provincia senza linee telefoniche, praticamente impossibile, si potrebbe pensare. Considerato che è stata previsto anche il verificarsi di una situazione del genere, è stato attivato subito il protocollo che prevede: la chiamata a tutti gli enti istituzionali e di forze di polizia quindi Prefettura, Vigili del Fuoco, Polizia di Stato, Carabinieri, Guardia di Finanza e così via; la chiamata a tutte le postazioni di soccorso della provincia avvisando di comunicare dai telefoni bianchi, ossia numeri di telefono che non fanno parte del sistema centralizzato e in più utilizzare i cellulari delle postazioni che quelli personali. Stesso discorso abbiamo fatto con Vigili del Fuoco, Carabinieri e polizia di Stato. Tutte le richieste di soccorso passarle sui telefoni bianchi in modo da attivare il soccorso.

 

hqdefaultSiamo andati avanti  con questi sistemi un po’ arcaici, se vogliamo dire così, che utilizzavamo quindici anni fa, per tre ore. E siamo riusciti a portare a termine tutti i soccorsi in modo positivo, grazie all’esperienza e alla professionalità degli operatori di centrale che di quelli delle postazioni (i centri in cui operano le ambulanze, ndc). Non abbiamo avuto problemi e, anzi, sui codici rossi siamo intervenuti prontamente. Fortunatamente Telecom è riuscito a risolvere il guasto in breve tempo. C’è da considerare che per un sistema così importante, è bastata una piccola sciocchezza a bloccare tutto. Il vero problema è che non deve accadere una situazione del genere, e se accade deve essere risolta prontamente, oppure i sistemi devono essere vicariati dalle centrali viciniori (es.: se va in tilt Cosenza, interviene la sala operativa 118 di Catanzaro, ndc). Stiamo lavorando perchè, al più presto, riusciamo a risolvere queste importanti defiance; trovare dei sistemi correttivi perchè, come è successo a noi non debba succedere alle altre centrali operative della regione Calabria