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Cosenza Vecchia su RaiDue: attacchi sui social, mentre i residenti rischiano la vita (AUDIO)

I vigili urbani piombano in casa di uno degli intervistati il giorno dopo la messa in onda, ma non si preoccupano dello stabile pericolante

 

COSENZA – I riflettori del grande schermo accesi sul centro storico bruzio fanno infuriare il primo cittadino. Il sindaco di Cosenza Mario Occhiuto, non ha accolto di buon grado il servizio andato in onda venerdì sera su Rai Due nel corso della trasmissione Nemo. Il giornalista Nello Trocchia ha documentato i due volti della città: la ‘vergogna’ degli edifici pericolanti e lo ‘splendore’ del Ponte di Calatrava. Si è così scatenato un turbinio di polemiche sui social con il sindaco che accusa i residenti di essere strumentalizzati dagli attivisti del Comitato Piazza Piccola e del Comitato Prendocasa, che a loro volta sarebbero pilotati da fantomatici avversari politici. La Polizia Municipale, intanto, sabato è piombata nell’appartamento di uno degli intervistati, ma non per monitorare l’edificio pericolante. “Sono anni che denuncio lo stato in cui vivo – afferma – nessuno è mai intervenuto. I vigili sono arrivati ieri, stranamente, per controllare i miei due cani di cui nessuno si è mai lamentato. Che la casa mi sta crollando addosso però a loro non importa.

 

Non mi ha costretto nessuno a fare l’intervista ho solo fatto vedere in che condizioni vergognose viviamo io e mio fratello. I Vigili del Fuoco, la Protezione Civile, anche i carabinieri sono venuti qui a constatare i rischi che corriamo ogni giorno con la mia famiglia. Hanno sollecitato il Comune di Cosenza ad intervenire senza ottenere alcun risultato. Solo i comitati mi hanno aiutato”. In dieci anni di attività il comitato Prendocasa ha dato un tetto ad oltre 250 famiglie. Persone che non dormono più in strada, in macchina o in edifici degradati solo grazie alle occupazioni che con estremo sacrificio gli attivisti hanno posto in essere. Il Comitato Piazza Piccola nasce invece nel 2015 dopo il crollo di un palazzo in via Bombini. Ad oggi è riuscito a mappare tutti gli edifici a rischio, accelerare la rimozione delle macerie dei palazzi crollati e fare pressioni per ottenere i fondi Cipe sui quali annuncia di vigilare affinché vengano spesi correttamente. Le proposte avanzate sull’autorecupero e l’adesione al Social Housing sono state accolte dal Comune di Cosenza e diventate un fregio per l’amministrazione. Entrambi i comitati si sono battuti per strappare dal degrado Palazzo Bombini in cui oggi vivono nove famiglie selezionate in base alle graduatorie Aterp.

Stefano Catanzariti, del Comitato Piazza Piccola, è uno dei protagonisti del servizio di Nemo, e questa mattina è intervenuto ai microfoni di Rlb, per raccontare quanto sta accadendo a seguito della trasmissione

ASCOLTA L’INTERVISTA 

“Riteniamo infantile l’atteggiamento del sindaco – tuonano gli attivisti dei due comitati – che ha reagito con attacchi personali e gratuiti nei nostri confronti. Alcuni esponenti sono stati attaccati in maniera poco corretta, dipinti come alcolisti e tossicodipendenti anche se non fanno uso di alcun tipo di stupefacente. Noi abbiamo messo in luce i gravi problemi del centro storico e la gestione anomala dei fondi pubblici. Nulla di più. Non si tratta di un’offesa al primo cittadino, lamentiamo solo che in questa città alcune persone ogni giorno rischiano la vita nel centro storico. Denunciamo che una parte dei fondi ex Gescal destinati agli alloggi popolari sono stati spesi per la costruzione del Ponte di Calatrava. La magistratura da anni sta indagando sulla scomparsa di ben 149 milioni di euro e nessuno di noi ha mai detto che la responsabilità sia esclusivamente di questo sindaco. Il tutto in una provincia in cui sono pendenti 1.500 sfratti. Questa è la realtà. Quando si spendono fondi europei per concerti o altre iniziative ci viene detto che sono voci di bilancio che non posso essere investite in altro, invece per le case popolari questo discorso pare non sia valido. Prima del turismo viene la sicurezza, l’incolumità dei cittadini. Non ha senso ristrutturare chiese e palazzi nobiliari se poi chi arriva nel centro storico non entra nei vicoli perché ha paura dei calcinacci che piovono dai balconi ”.

 

“Siamo tutti cosentini – fa notare il Comitato Piazza Piccola – perché però piazza Riforma l’hanno riqualificata e piazza Toscano è sommersa da spazzatura ed erbacce? Abbiamo avuto Vittorio Sgarbi come assessore al Centro Storico. Lui era stato in grado in Sicilia di far requisire e ristrutturare i palazzi a rischio crollo. Perché qui non è stato avviato questo percorso? Vendite agevolate, mutui convenzionati per acquistare case a Cosenza Vecchia restano un’utopia. Eppure potrebbero portare al recupero di diversi immobili. Mario Occhiuto dice che il centro storico è abbandonato da 70 anni. Constatiamo che il sindaco, in carica da quasi dieci anni, ha mantenuto questa tradizione. Hanno ristrutturato Palazzo Campagna con la residenza Bilotti, ma per colpe che la magistratura dovrà ora accertare è andato tutto in fiamme e tre persone (più un cane) sono morte arse vive. Crediamo ci sia da riflettere e rimboccarsi le maniche, non criticare chi denuncia i fatti con chiacchiere da bar. Si sta fomentando un clima di odio tra i cittadini preoccupante con palesi minacce sui social. Noi siamo qua e ci resteremo. Non ci facciamo intimidire”.

 

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