BoCs Art Cosenza, opere distrutte e artisti senza rimborsi

Non sarà Sgarbi a dirigere le residenze, ma un prestigioso docente di Storia dell’arte già avvisato sulle criticità dei BoCs Art

 

COSENZA – La ‘fabbrica’ d’arte sulle sponde del Crati bistratta i propri ospiti. I BoCs Art costati tre milioni e 500mila euro hanno attirato su Cosenza le attenzioni dei critici d’arte internazionale. Con le sue ventisette casette in cui sono stati ospitati dal 2015 ben 300 artisti il progetto ha dato lustro alla città dei bruzi. Le opere prodotte nei BoCs Art e donate al Comune sono state in parte esposte nel Museo creato appositamente nel complesso monumentale di San Domenico nel 2017. A gestire entrambi fino a pochi giorni fa è stato lo storico dell’arte Alberto Dambruoso che ha concretizzato l’idea del sindaco Mario Occhiuto. A distanza di tre anni dalla nascita delle residenze artistiche Dambruoso è stato sostituito da Giacinto Di Pietrantonio. Il noto docente di storia dell’arte ha un curriculum prestigioso ed è riconosciuto come uno studioso di chiara fama scientifica. Su di lui l’amministrazione comunale ha orientato la propria scelta a seguito della raffica di polemiche sorte dopo l’annuncio che a succedere a Dambruoso sarebbe stato Vittorio Sgarbi, già ex assessore al Centro Storico di Cosenza. Di Pietrantonio dovrà ora riuscire a sbrogliare la matassa dei rimborsi agli artisti ancora non liquidati e delle opere abbandonate a se stesse. Il neodirettore pare sia consapevole dell’esistenza di tali problematiche, avvisato a tempo debito dal suo predecessore. Ad affermarlo è lo stesso Alberto Dambruoso che in un post su facebook rende note le criticità del progetto BoCs Art.

 

“Cari amici apprendo dal sito istituzionale del Comune di Cosenza che non sarà più quindi Sgarbi a sostituirmi alla direzione dei Bocs Art bensì Giacinto Di Pietrantonio. Ho avuto modo di sentire quest’ultimo la settimana scorsa – spiega Dambruoso – avvertendolo di tante e gravi problematiche legate al progetto, dove ancora non sono stati rimborsati molti artisti che hanno lasciato le opere alla città, dove l’Associazione culturale I Martedì Critici e il suo staff che hanno curato il progetto devono ancora ricevere quasi 50.000 euro arretrati, dove sono andate distrutte molte opere perché non è mai stato pensato ad un magazzino e sono state danneggiate dall’abbandono e dall’umidità. Resta il fatto che trovo del tutto scorretto che si scelga un altro curatore senza aver prima saldato il pregresso sia con gli artisti passati e sia con l’Associazione, oltre al fatto che vorrei sapere la motivazione per la quale sarei stato liquidato senza ricevere dal Comune nessuna comunicazione ufficiale. Forse perché come mi ha suggerito un amico, dovendomi liquidare (economicamente) hanno preso il tutto troppo alla lettera e mi hanno proprio liquidato?”. Per quanto riguarda la gestione del museo allestito nel 2017 nel complesso di San Domenico non è dato sapere se l’incarico resterà a Dambruoso o sarà assegnato ad altri. Per quanto riguarda il pagamento degli artisti Dambruoso da paciere e mediatore ora sollecita alla ‘ribellione’. “A nulla sono valse le mie ripetute lamentele negli anni. Appelli caduti nel vuoto immancabilmente ogni volta. Ho cercato di mettere toppe dappertutto. Ora mi aspetto che siano gli artisti stessi a chiedere a gran voce al Comune cosa intenderà fare”.

 

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