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Allarme frane ed esondazioni a Cosenza dopo gli incendi divampati in estate

Il Comune di Cosenza ignora il problema, mentre piccoli smottamenti diventano sempre più pericolosi e i massi rotolano all’improvviso sulla strada

 

COSENZA – Al problema dei crolli del centro storico si aggiunge quello del rischio idrogeologico. A denunciarlo ripetutamente sono sia i residenti, sia i geologi dell’associazione Pangea, sia gli attivisti del comitato Piazza Piccola. Ad oggi però non è stato posto alcun rimedio. “Anche San Francesco, via Garibaldi, via Oberdan e il Molino sono Cosenza“. E’ quanto riportato sulla pagina Facebook del comitato Piazza Piccola che questa mattina ha postato alcune foto relative ad una frana e alla caduta massi sulla strada. “Avevamo lanciato l’allarme mesi fa, proprio dopo che ci furono quei maledetti incendi. Insieme a noi – scrive il Comitato – l’associazione Pangea e il geologo Saverio Greco. Abbiamo allertato tramite la stampa sul possibile rischio idrogeologico e oggi sono presenti diverse piccole frane ed una continua caduta di massi, proprio a ridosso di una strada e di alcune abitazioni. Altra situazione preoccupante è quella del fiume, ormai impraticabile per via della vegetazione che cresce incontrollata, senza alcun intervento pubblico”.

 

Durante alcuni incontri avvenuti con l’amministrazione comunale di Cosenza, alla presenza del sindaco Mario Occhiuto e del vicesindaco Iole Santelli, i timori erano infatti stati palesati e documentati con dati tecnici che attestavano il pericolo imminente per l’incolumità di residenti e passanti. Nonostante ciò la situazione pare sia stata completamente ignorata dal Comune di Cosenza che oltre ad inviare le squadre di Ecologia Oggi per raccogliere la terra franata non ha inteso porre in essere alcun tipo di messa in sicurezza. Eppure la realtà descritta dai geologi professionisti dell’associazione Pangea sembra abbastanza preoccupante. L‘incuria e l’abbandono degli argini del Busento, intasato da alberi caduti e sterpaglia, comporterebbe in caso di abbondanti piogge l’esondazione del fiume nella zona di via Oberdan.

 

Inoltre con gli incendi divampati quest’estate il rischio frane, già di per sé altissimo per l’orografia tipica del centro storico, è di fatto decuplicato. Senza gli alberi, ormai carbonizzati, la collina si sta letteralmente aprendo con delle visibili crepe. Il rischio è che tutto il versante, soprattutto quello di colle Pancrazio, ceda franando sulle abitazioni sottostanti che verrebbero sommerse dalla colata di terra e fango. Un vero e proprio pericolo per l’incolumità delle persone già segnalato nella cartografia sul PAI dell’Autorità di Bacino Regionale nelle aree percorse dal fuoco. La patina sottile della cenere lasciata dai roghi rende infatti il terreno impermeabile creando colate di fango e detriti innescate dalle precipitazioni. Un fenomeno che si è già verificato nel versante sottostante il Castello Svevo comportando a causa della frana il blocco della strada principale che collega il centro urbano di Cosenza con il centro storico e paesi limitrofi.

 

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