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Ponte di Calatrava pronto per l’inaugurazione, attesi sgombero e processo ai ‘tecnici’ (FOTO)

Casette murate in cambio di 11mila euro, preoccupazione per la ristrutturazione ‘ambigua’ dello stabile di via Ugo Spirito

 

COSENZA – Il sindaco di Cosenza Mario Occhiuto presenterĂ  a Roma il suo ‘gioiellino’. Giovedì 18 gennaio a Montecitorio annuncerĂ  il taglio del nastro del ponte di Calatrava intitolato alla memoria di San Francesco di Paola. L’inaugurazione, salvo imprevisti, avverrĂ  il 26 gennaio, mentre non vi è ancora una data certa per lo sgombero di via Reggio Calabria, la strada che costeggia il ponte e che dagli anni Ottanta ospita una piccola comunitĂ  rom. Meno di venti famiglie che da circa trenta anni vivono ‘temporaneamente’ in una condizione di disagio e che, a giorni, saranno allontanate da quelle che ormai sono diventate a tutti gli effetti le proprie abitazioni. Per trovare loro una sistemazione adeguata, il Comune di Cosenza aveva inizialmente firmato un accordo con il proprietario di uno stabile di via Ugo Spirito, che residenti e malpensanti ritengono essere riconducibile al consigliere del PD Marco Ambrogio. Dal suo canto, il noto politico cosentino, nega di conoscere finanche dove sia via Ugo Spirito e il palazzone prima utilizzato come magazzino dallo sfasciacarrozze Carlini che si trova esattamente di fronte l’ex Ferrosila.

 

In questa struttura il Comune di Cosenza aveva pensato di ospitare almeno otto famiglie pagando un fitto di 35mila euro per dieci anni. Un contratto che, ad oggi, come confermato dall’assessore al Welfare Luciano Vigna sembra sia stato ‘stracciato’. Nessuno sarĂ  infatti trasferito nel palazzo dell’ex conceria Morelli in quanto i lavori di ristrutturazione non sono stati ultimati. Una situazione che, apparentemente, non comporterĂ  per le casse comunali alcuna spesa trattandosi di un semplice preaccordo. Resta viva la preoccupazione dei residenti perchĂ© per realizzare all’interno del vecchio capannone gli appartamenti che dovevano essere destinati alle famiglie rom si è costruito un piano in cemento armato su una struttura giĂ  pericolante. Il comitato spontaneo di residenti attende ancora di poter visionare gli atti sull’agibilitĂ  dell’edificio ed ha giĂ  presentato un esposto in Procura sollecitando ad indagare sul presunto rischio di crollo dello stabile.

 

LO SGOMBERO DI VIA REGGIO CALABRIA E LA PREOCCUPAZIONE IN VIA UGO SPIRITO

 

“Che vengano o non vengano i rom – spiega uno dei residenti di via Ugo Spirito – è irrilevante. Ciò che vorremmo sapere è se questo stabile è agibile o meno. Se vi sono i problemi di idoneitĂ  statica da noi denunciati significa che potrebbe sbriciolarsi su se stesso da un momento all’altro minacciando l’incolumitĂ  non solo nostra che vi abitiamo, ma anche delle numerose persone che ogni giorno percorrono questo tratto di via Popilia. Hanno costruito un intero piano in cemento armato su delle fragili pietre giĂ  precarie. Vorremmo solo sapere se questo è legale e se garantisce la nostra sicurezza”. Intanto alcune famiglie di via Reggio Calabria hanno accettato di trasferirsi negli appartamenti di Arcavacata e via Rivocati assegnati loro dal Comune che per un periodo pagherĂ  le spese di fitto. Le loro casette sono quindi state murate mentre la maggior parte dei residenti, in attesa dell’imminente sgombero, ha invece sottoscritto un accordo con l’amministrazione. Una firma con cui si accetta che alla demolizione della propria casa segua la corresponsione di 11mila euro con cui poter iniziare ad acquistare un’altra abitazione in cui vivere.

 

I LAVORI IN CORSO E IL PROCESSO PER FALSO IN ATTO PUBBLICO

 

Nel frattempo continuano a ritmo serrato i lavori per unire le due sponde del fiume Crati, da Gergeri a via Reggio Calabria. Con un nuovo appalto, affidato a una ditta diversa dalla Cimolai che ha realizzato l’opera costata oltre 16 milioni di euro, si sta provvedendo alla messa in sicurezza del ponte con le barriere di protezione costate circa 170mila euro e realizzate dall’azienda Abitare Srl. E mentre i residenti aspettano di essere mandati via dal proprio quartiere, il giorno prima dell’inaugurazione, il 25 gennaio presso il Tribunale di Cosenza si terrĂ  una nuova udienza per la mancata bonifica dell’area su cui sorgono i piloni del Ponte e le procedure ritenute ‘anomale’ dalla Procura con cui furono affidati i lavori alla Cimolai Spa di Pordenone. Alla sbarra, si ricorda, vi sono i ‘tecnici’ dell’affaire Calatrava accusati a vario titolo di abuso d’ufficio e falso in atto pubblico: il direttore dei lavori Vito Avino, dall’amministratore delegato dell’azienda che si aggiudicò i lavori Salvatore De Luna e tanto meno dal dirigente del settore Infrastrutture del Comune di Cosenza Carlo Pecoraro.

 

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