Consulenze d’oro per la sanità cosentina, condannati gli ‘amici dei Gentile’

Tre milioni di euro per incarichi esterni che, secondo gli investigatori, potevano essere svolti dagli otto avvocati in forze nell’ufficio legale dell’Asp di Cosenza

 

COSENZA – Consulenze affidate per ‘amicizia’ all’Asp di Cosenza. Prima sentenza oggi per il processo scaturito dalle indagini svolte dalla Guardia di Finanza negli uffici di via Alimena. Tra i cassetti dei funzionari pubblici della sanità cosentina le Fiamme Gialle scovarono tre milioni di euro liquidati per 119 incarichi ‘anomali’. Pratiche, che secondo i rilievi degli investigatori, potevano essere lavorate dagli otto avvocati in forze presso l’ufficio legale Asp già regolarmente retribuiti. A far luce sull’ipotesi che le consulenze fossero affidate ad amici ed ‘amici di amici’ è stato nel primo pomeriggio di oggi il Tribunale di Cosenza nel dispositivo vergato dal collegio giudicante presieduto da Giusi Ianni con a latere Urania Granata e Palmina Formoso. Per tutti i sette imputati, tranne che per l’ex direttore generale Franco Petramala difeso dagli avvocati Pugliese e Emilio Lirangi, il pubblico ministero Domenico Assumma aveva chiesto la condanna.

 

Gianfranco Scarpelli, ex direttore generale vicino alla famiglia Gentile, per il quale era stata invocata una pena pari a quattro anni di reclusione è stato condannato a due anni con l’interdizione per un anno dai pubblici uffici. Petramala, appartenente alla fazione politica opposta a Scarpelli, invece è stato assolto insieme al commissario Franco Maria De Rose (per il quale era stata chiesta condanna a due anni di detenzione) che ha governato l’Asp dopo di lui in attesa dell’arrivo dell”amico dei Gentile’. Assolti anche il dirigente dell’ufficio legale Giovanni Lauricella e la collega Maria Rita Iannini. Anche l’uomo che si fingeva laureato e che falsificò i curriculum per essere nominato prima direttore generale dell’ARSAC (di cui era stato commissario ARSSA) poi di Fincalabra, Flavio Francesco Cedolia (ex direttore amministrativo dell’Asp) è stato assolto. Nei suoi confronti il pm Assumma aveva richiesto la pena più alta: 4 anni e 6 mesi di reclusione. 

 

Condannati invece i fratelli Gaetano. Nicola, intimo amico di Andrea Gentile nonché tesserato al partito in cui milita la famiglia Gentile, è l’avvocato a cui fu affidata la pioggia di incarichi da migliaia di euro senza alcun tipo di concorso pubblico e senza autorizzazione regionale. Dovrà scontare una pena pari ad un anno e quattro mesi di reclusione. Il ‘fratellino’ Dario, funzionario Asp, ha incassato una condanna a dieci mesi di detenzione contro i due mesi richiesti dalla pubblica accusa. “Invidia e criminalizzazione della politica vicina ai Gentile della cui conoscenza non capisco perché bisognerebbe vergognarsi visto che si tratta di onorevoli eletti dal popolo”. Queste le parole con cui l’avvocato Carratelli nella sua arringa difensiva ha definito stamattina il processo ricordando che l’Asp di Cosenza è dal 1988 che usa le consulenze esterne per gestire i contenziosi legali. 

 

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