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Presunto pusher di Cosenza Vecchia collabora con la giustizia

Il giovane era stato arrestato nel corso dell’operazione Job Center su un traffico di droga ed armi nel centro storico di Cosenza

 

COSENZA – Francesco Noblea ha deciso di collaborare con la giustizia. Il ventiquattrenne era stato arrestato nel settembre 2015 nel corso dell’operazione Job Center volta a smantellare la rete di spaccio di armi e stupefacenti nel centro storico di Cosenza. Condannato con il rito abbreviato a dieci anni e otto mesi di reclusione per associazione per delinquere e spaccio, Noblea era ritenuto uno dei pusher che ‘lavorava’ a Cosenza Vecchia per conto del gruppo Abbruzzese che, come documentato dagli inquirenti, opera in stretta sintonia con l’omonimo clan di Cassano allo Jonio. Proprio dalla sibaritide sembrerebbe provenire l’eroina, la cocaina e la marijuana rivendute tra i vicoli del centro storico grazie ad un perfetto sistema capeggiato dalla coppia formata da Celestino Abbruzzese e Anna Palmieri.

 

Noblea collaborerà con i magistrati della Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro per ricostruire la partnership tra la criminalità organizzata di Cosenza e di Cassano allo Jonio. Della sua condanna invece si discuterà nel processo d’Appello iniziato oggi a Catanzaro. Il collaboratore di giustizia Daniele Lamanna il quale orbitava anch’egli tra le fila del gruppo degli ‘zingari’ pare che nelle sue dichiarazioni abbia accusato il ventiquattrenne del tentato omicidio di Pasquale Bruni. Nel corso dell’ultima raffica di perquisizioni a Cosenza Vecchia, che ha portato al rinvenimento di un fucile calibro 12 e 15 grammi di cocaina, il suo palazzo era stato posto a setaccio con controlli operati anche sul tetto grazie all’ausilio dei Vigili del Fuoco.

 

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