La cementificazione di Cosenza decisa in un atto modificato ‘di nascosto’

Esposto in Procura contro l’amministrazione comunale di Cosenza che avrebbe fatto votare un PSC diverso da quello presentato per votare le strategie urbanistiche dei prossimi 15 anni

 

 

COSENZA – Falso in atto pubblico e false dichiarazioni. Due reati che, secondo l’accusa, rappresentano la base su cui è stato redatto il nuovo PSC di Cosenza. La cementificazione della città e il suo sviluppo urbanistico sarebbero infatti stati votati con un documento che in realtà era stato sostanzialmente modificato. Di nascosto. Delle variazioni sul PSC infatti nessuna comunicazione era stata data né ai consiglieri comunali né alla Regione Calabria che hanno così approvato un documento che, di fatto, non esiste. O meglio, non esiste più in quanto vi sono state apportate modifiche tali da trasformarlo in un altro progetto. A denunciare la vicenda in Procura è stato, con un esposto presentato il 7 novembre scorso, il consigliere comunale del PD Carlo Guccione.

 

“La pianificazione del territorio urbano del Comune di Cosenza – spiega l’avvocato Marini Serra che sta seguendo il caso rappresentando il consigliere Guccione – è stata decisa a giugno 2017 con l’adozione del PSC-REU (piano strutturale comunale-regolamento edilizio urbano) con cui si è aderito, formalmente, al principio del “consumo a suolo zero” ovvero non sono state previste ulteriori volumetrie da riconoscere sul territorio e sono state “utilizzate” e spostate tutte le volumetrie non ancora utilizzate dalle località di Donnici e Muoio verso il centro e a via degli Stadi, togliendole ad alcuni privati cittadini per favorirne altri (anche sotto mentite spoglie).

 

Al momento dell’adozione del PSC -REU confluisce al consiglio comunale del Giugno 2017, previa delibera di Giunta, un atto di pianificazione con indici di perequazione (spostamento delle volumetrie dai piani particolareggiati ai gergeri/vagliolise/via degli stadi) e di compensazione maggiori e rettificati arbitrariamente rispetto al documento definitivo depositato, nel 2015 dal Comune di Cosenza, al genio Civile (oggi di competenza della Regione Calabria). Questa modifica di natura sostanziale e non meramente formale come hanno cercato di farla passare (si parla infatti di “modifiche apportate per una migliore lettura delle tavole e fruibilità delle stesse”) non viene neanche illustrata dall’architetto Lutri durante il consiglio comunale, come si evince dalla relativa trascrizione integrale della seduta consiliare, e avrebbe comportato la necessaria riconvocazione della conferenza di pianificazione ed il rilascio di un nuovo parere della Regione Calabria in materia sismica, visto lo spostamento di volumetrie tra zone non omogenee, mentre in realtà per evitare la sospensione del procedimento di adozione le modifiche apportate non vengono comunicate e si passa alla sua adozione.

 

Al Tar di Catanzaro il Comune di Cosenza, costituendosi in giudizio parla di un unico PSC (quello adottato), disconoscendo la presenza di un documento definitivo depositato nel 2015 al genio civile. Scatta pertanto la denuncia per falsità ideologica commessa in atto pubblico e per false dichiarazioni/attestazioni in atti destinati all’autorità giudiziaria. Il sindaco Mario Occhiuto a questo punto, come tutore della legalità, dovrebbe immediatamente sospendere il procedimento di adozione del PSC e verificare con un ‘inchiesta interna se effettivamente è confluito un documento di pianificazione recante modifiche sostanziali, non autorizzate e dalle quali derivi l’obbligo della riconvocazione della conferenza di pianificazione ed il rilascio di un nuovo parere della Regione Calabria, così come da quest’ultimo dichiarato nell’intervento ad adiuvandum effettuato presso il Tar di Catanzaro”. Ovviamente il PSC approvato ‘allegramente’ non è stato ancora revocato, ma resta operativo, mentre si delega alla Procura di Cosenza un intervento immediato per il ripristino della legalità a Palazzo dei Bruzi.

IN BREVE ECCO COSA E’ UN PSC

 

Il Piano Strutturale Comunale (PSC) delinea gli indirizzi strategici e strutturali, riferiti orientativamente ai prossimi 15 anni, con l’obiettivo di tutelare l’integrità fisica, ambientale e l’identità culturale; stabilisce vincoli di tutela e non attribuisce potenzialità edificatoria alle aree; in particolare definisce anche quali sono i fabbisogni insediativi che possono essere soddisfatti attraverso azioni di riorganizzazione, addensamento e riqualificazione e quali fabbisogni richiedono nuovo consumo di suolo.

 

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PIANO STRUTTURALE COMUNALE DI COSENZA

 

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