Addio alla circolare veloce rossa Cosenza – Unical. La Regione sta per bloccare il servizio

COSENZA – La regione Calabria ha inviato nella giornata di ieri i documenti alla motorizzazione motivando la decisione dello stop ad un servizio funzionale, comodo e di qualità. E chi ci perde sono sempre i cittadini

Dopo nemmeno due mesi dall’entrata in servizio, nonostante il boom di passeggeri, con tanto di riscontro e apprezzamento da parte dei cittadini, sembra essere arrivata al “capolinea”, e non in senso metaforico, la Circolare Veloce Rossa, il servizio di trasporto pubblico dell’area urbana, fortemente voluto ed introdotto dal sindaco di Cosenza Mario Occhiuto in concerto con quello di Rende Marcello Manna, che ha consentito a migliaia di studenti e persone che quotidianamente si recano al lavoro nella zona di Arcavacata, di raggiungere l’Università della Calabria utilizzando i mezzi pubblici. Lo stop al servizio arriva direttamente dalla Regione Calabria che nella giornata di ieri, avrebbe inviato la documentazione alla motorizzazione civile, in cui viene motivato lo stop al servizio forse definitivo e dove addirittura si paventerebbe il ritiro delle carte di circolazione. Una vicenda, quella della Circolare Veloce Rossa, da sempre osteggiato dal Consorzio Autolinee che dai primi giorni di attivazione della linea, ha intrapreso un vera e propria battaglia contro l’Amaco con blocco della circolazione, proteste, esposti e denunce contro lo “sleale” concorrente. E a nulla sembrano essere serviti i tavoli di concertazione. Dal canto suo il sindaco di Cosenza è andato avanti per la sua strada, denunciato le lobby di partito nascoste dietro la protesta del Consorzio che è stata definita come una “sceneggiata propagandistica”. In più, il primo cittadino ha sempre sottolineato come il servizio della Circolare Rossa, sia un’esigenza dei residenti dell’Area Urbana e degli studenti oltre che un diritto (quello alla mobilità). Quanto alla presunta “esclusività” del servizio in mano al Consorzio, Occhiuto ha sempre denunciato che il servizio affidato senza gara pubblica dalla Regione (incorsa anche in procedure di infrazione comunitaria) per un valore rilevantissimo negli anni di diverse centinaia di milioni di euro, ha bloccato la libera concorrenza danneggiando imprenditori calabresi e non. Quello che è certo che alla fine, a pagare, saranno sempre e solo i cittadini che si vedranno togliere un servizio di qualità e quantità.