Droga a Cosenza: dagli anni ’80 la ‘Regina’ è l’eroina, ‘boom’ nel consumo di cocaina

COSENZA – La dipendenza da più sostanze stupefacenti è il fenomeno emergente nel consumo di droghe in città.

Sono circa 400 i cosentini che ogni giorno si recano al SerT per ricevere assistenza. Oltre l’80% sono eroinomani , il 20% cocainomani. La presenza del porto di Gioia Tauro, roccaforte dell’importazione di cocaina in Europa pare non influire sull’aumento dei consumi. Il numero di cocainomani infatti risulta essere simile alle altre città di provincia italiane. La Calabria, inoltre, risulta a livello nazionale tra le regioni con il più basso tasso di dipendenze da oppiacei (3,3 casi su mille abitanti contro i 7,4 della Liguria), ma ciò che preoccupa gli operatori del Servizio per le tossicodipendenze di Cosenza è il progressivo aumento delle polidipendenze. A spiegare come sia cambiato il consumo di droghe in città negli ultimi decenni è Roberto Calabria, dirigente medico del Sert di Cosenza, che da oltre vent’anni si occupa di dipenze sul territorio cosentino. “L’evoluzione – afferma Calabria – sta nella politossicodipendenza. Oggi non si trova più il classico tossicodipendente di una sostanza, ma di più sostanze. Anche perchè la cocaina ha avuto negli anni recenti un forte aumento per il crollo del prezzo che, abbassandosi moltissimo, ne ha favorito l’acquisto da parte delle classi sociali meno abbienti, mentre prima era di esclusivo appannaggio dei più ricchi e facoltosi.

 

Oggi non è più così. La cocaina si trova a basso prezzo, ma in verità l’eroina resta, almeno per noi, la sostanza ‘Regina’ nei consumi a Cosenza. Quella più usata. Lo zoccolo duro degli eroinomani infatti non è mai scomparso, l’eroina la fa sempre da padrone. La cocaina ha avuto un aumento esponenziale, ma ciò che preoccupa realmente è appunto la polidipendenza: persone che consumano eroina, cocaina, farmaci e molto spesso alcool. Un farmaco preciso, un antidoto per la cocaina ad oggi non esiste. Usiamo, nel caso l’utente dipenda solo dalla cocaina e non faccia uso di altre droghe, dei farmaci che però non sono sostitutivi come il metadone o la buprenorfina per l’eroina. Mi spiego. Con la cocaina abbiamo un effetto forte quando si usa la sostanza, ma quando questo termina non porta a crisi di astinenza ma ad una sorta di collasso, un effetto down fatto di astenia, di mancanza di forze che va contrastato con degli stabilizzatori dell’umore che servano a compensare le fasi alterne di euforia ed eccitazione dell’uso e la depressione e l’abbandono del dopo uso. Una condizione che costringe l’individuo a farne continuo uso per mantenere il proprio stile di vita.

 

Con le droghe sintetiche, che danno effetti di tipo allucinatorio che alterano la percezione della realtà, del tempo dello spazio, – continua Calabria – vanno usati anche dei farmaci volutando caso per caso. Perchè ogni terapia è individuale. Cosenza e la Calabria non hanno però mai conosciuto un uso massiccio di queste cosiddette droghe chimiche, c’è stato sempre un grande consumo di eroina ed oggi anche di cocaina. Per quanto riguarda il consumo di cannabinoidi resta molto elevato. In questi anni si è abbassata l’età del primo approccio ai 13 anni, lo vediamo con i genitori che portano da noi i propri figli per chiederci dei consigli. Il problema dei cannabinoidi è la dipendenza psicologica per cui chi inizia difficilmente riesce a smettere, diventa un’abitudine. Non c’è alcuna dipendenza fisica. Secondo gli studi recenti, però, dopo dieci anni di fumo intensivo si sviluppo dei disturbi psichiatrici, forme aggressive di ansia, attacchi di panico ed in alcuni casi schizzofrenia e noi abbiamo seguito diversi di questi casi. Ciò non è da tenere in conto per quanto riguarda pazienti affetti da sclerosi multipla, malati terminali in cui un uso compassionevole dei cannabinoidi ha degli effetti positivi sull’andamento della malattia e la gestione del dolore”. Il numero di utenti del SerT di Cosenza, non è variato di molto negli anni. Un segno evidente che lo ‘sballo’ resiste alla crisi economica e al mutare dei costumi. Nonostante ciò il dirigente medico della struttura rassicura: “dall’eroina ci si può salvare, ogni dipendenza può essere curata”.