Sciopero, i medici dell’Annunziata chiedono ai cosentini di scendere in piazza per salvare l’ospedale

COSENZA – Lavorano ogni giorno in trincea, ma senza armi.

Dopodomani i camici bianchi dell’ospedale di Cosenza incroceranno le braccia in segno di protesta per le condizioni estreme cui sono costretti a lavorare da mesi. Turni massacranti e straordinari infiniti che hanno portato nelle scorse settimane tre medici dell’Annunziata al ricovero, due colpiti da infarto, il terzo per un ictus. Il tutto a spese dei cittadini di Cosenza e della provincia (dove sono stati chiusi diversi presidi sanitari) che pagano il prezzo di una politica clientelare che proprio della sanità, in Calabria, ma soprattutto a Cosenza, ha fatto la sua fortuna. Con un netto tornaconto in termini di voti e potere. A partire dalle 9.30, giovedì mattina, per manifestare la propria rabbia si raduneranno davanti i cancelli dell’Annunziata portando al’attenzione dei cittadini le problematiche quotidiane di chi il nosocomio lo vive dall’interno.

 

Il presidente dell’Ordine dei Medici di Cosenza, Eugenio Corcioni, chiede ai cittadini di partecipare in massa. “E’ da un anno – tuona Corcioni – che in Calabria la sanità langue a causa della mancanza di un commissario per il rientro dal debito sanitario. Abbiamo avuto il generale Pezzi per appena due mesi. Ora regna il vuoto. Serve subito un commissario adeguato e competente per sbloccare il settore e ripianare i conti. Il personale sanitario è ormai esasperato. La quantità e la qualità del lavoro in corsia è insufficiente e crea seri rischi per gli utenti. Devono spiegarci perchè non si provveda immediatamente a risolvere il problema“.

 

”In alcuni reparti, come Ortopedia, – spiega Claudio Picarelli del Sindacato Medici Italiani – sciopereranno tutti i medici, l’80% in Chiururgia, ed ampia adesione è stata data dal personale amministrativo. Chiediamo ai cittadini di essere presenti, di stare al nostro fianco per chiedere posti letto, personale ed apparecchiature in grado di tutelare l’incolumità dei pazienti. Lavoriamo sempre peggio, è come andare in guerra senza guerrieri. Ed Oliverio che fa? Aspetta. La situazione è tragica, tiriamo a campare, non possiamo aspettare ancora”. Piena solidarietà alla protesta dei professionisti dell’Annunziata è stata espressa dal sindaco di Cosenza Mario Occhiuto che, per garantire i livelli minimi assistenziali, emanò un’ordinanza, la prima in Italia, con la quale intimava l’immediata assunzione di almeno sette medici in  Pronto Soccorso.