ginecologia

Assunzioni “sospette” all’Ospedale di Cosenza: due persone indagate

Il caso di due ginecologhe in servizio all’Annunziata con procedimento irregolare. Due dirigenti finiscono sotto inchiesta

 

COSENZA – Assunzioni “allegre” del personale sanitario con alcuni “medici favoriti a discapito degli altri“. Il caso sospetto all’ospedale di Cosenza, scoppiò nel 2014, dopo una serie di denunce sporte sia da medici che da esponenti politici. Riguarda l’assunzione nel nostro nosocomio di due ginecologhe, avvenuta in circostanze sospette; da qui la Procura ha deciso di aprire un’inchiesta in cui sono finiti, anche, due dirigenti della sanità cosentina, indagati per abuso d’ufficio e falso. Il primo R.M. dell’Asp rischia i domiciliari; il secondo V.S. dell’Ao, l’interdizione dal servizio. Per conoscere le loro sorti bisognerà attendere il prossimo 5 dicembre, quando il caso approderà all’attenzione del Riesame, dopo che i magistrati inquirenti hanno presentato ricorso.

ginecologheLe due ginecologhe al centro del caso, entrambe assunte dall’Asp, inizialmente lavoravano all’ospedale di Acri (2014). Dopo la chiusura del punto nascita, il loro trasferimento era assegnato a Castrovillari ma, grazie alla mobilità volontaria, vengono trasferite all’Annunziata. Tuttavia, dalle indagini, sono uscite fuori due irregolarità: il posto è stato assegnato senza alcun avviso pubblico e, inoltre, non potevano occuparlo in quanto possedevano solo un contratto a tempo determinato. Nonostante questo le due ginecologhe continuano normalmente a lavorare e il dirigente dell’Asp non ritiene necessario sospenderle.

Da qui scoppia il caso vero e proprio: tantissimi medici e personale sanitario, vedono negati il loro diritto alla mobilità e al loro posto, vedono lavorare tranquillamente le due ginecologhe. Partono le denunce al Tar, Corte dei Conti e Procura. Quindi interviene la Regione che revoca la mobilità alle due; ma per tale revoca trascorrono circa nove mesi, durante i quali le ginecologhe prestano regolare servizio. Arriva anche la denuncia del M5S e il caso approda nelle aule di Catanzaro, dove il prossimo 5 dicembre, scopriremo definitivamente la sorte dei dirigenti e delle due dottoresse.