ASCOLTA RLB LIVE
Search
Cup

Precedenza alle donne incinte: al Cup di Cosenza è un optional!

Il racconto di una donna in attesa che ha chiesto di evitare una fila di più di 100 persone e, inizialmente, le è stata negata la precedenza

 

COSENZA – “Precedenza a donne in gravidanza, bambini, persone disabili e anziani”. Nella maggior parte degli uffici pubblici, supermercati, Posta, patronati, ecc. campeggia tale scritta, ma farla rispettare è un optional. Cambia la location, ma le storie delle donne in attesa sono tutte le medesime: è rarissimo che una qualsiasi persona in fila le dia il diritto di precedenza, tanto meno funzionari pubblici o addetti oltre lo sportello, pronuncino una parola in tal senso; per la maggior parte dei casi si fa finta di non saper leggere o di non vedere.

Capita poi, come a Cosenza, che nella stessa struttura ospedaliera non esista proprio tale cartello e ci si senta dire “Non importa che è incinta, deve fare la fila come tutti gli altri”. Questo è ciò che è accaduto ad una donna in gravidanza, questa mattina presso il Cup di Cosenza. Certo non si pretende di dover passare a tutti i costi, ma con una gravidanza a rischio e quasi 180 persone in fila, sarebbe un dovere morale prima che un diritto, quello di dare la precedenza. In quasi tutte le città d’Italia funziona così, ma la nostra città è arretrata anche in questo. Per comprendere meglio ecco il racconto della signora.

IMG_20171012_103515“Questa mattina mi sono recata presso il Cup di Cosenza, per prenotare una visita richiesta dalla mia ginecologa e dal mio medico curante. Sono al quinto mese di gravidanza, con una gravidanza a rischio a causa di un distacco della placenta. Ho visto che vi erano in attesa circa 180 persone e ho chiesto se esistesse uno sportello addetto alle donne in gravidanza o se comunque potessi passare prima data la gravidanza a rischio. L’addetta infastidita come se le avessi chiesto di darmi soldi, mi ha risposto di no, che dovevo fare la fila come tutti gli altri. Così ho scattato dal cellulare alcune foto (con l’intento di mostrarvele) per far capire la mole di gente che vi era e che quindi avrei passato lì l’intera mattinata. Vorrei sottolineare che non si tratta certo di un capriccio il voler passare prima, ma di tutelare il mio bambino in qualsiasi modo (da aggiungere che ho anche un principio di flebite, proprio per questo ho urgenza di fissare la visita ematologica). Le foto scattate hanno maggiormente infastidito l’addetta allo sportello che ha visto bene di chiamare la sicurezza.

L’agente, gentilmente e con pacatezza, mi ha spiegato che esiste un regolamento affisso nella struttura, che vieta di fare foto e che quindi le avrei dovute cancellare davanti a lui, altrimenti avrebbe dovuto avvisare la Questura. Ovviamente ho cancellato le foto, ma almeno l’agente ha chiesto allo sportello di darmi la precedenza. Così è stato. Ecco quello che succede, ma come al Cup in molti altri luoghi. Si parla tanto di tasso di natalità basso, ma fare un figlio oggi è estremamente complicato, non vi è nessuna tutela per le donne in gravidanza. Ovviamente questo della precedenza è il minor problema. Solo un esempio di una serie infinite di difficoltà: a partire dalle discriminazioni sul posto di lavoro, dalle continue visite e analisi senza alcuna agevolazione (che sono molto salate), a finire alle piccole cose, come il posto a sedere in autobus o la precedenza davanti gli sportelli. D’altronde, in una città dove chiunque parcheggia nei posti destinati ai disabili, dove la sanità è al collasso totale, il senso civico e morale si è estinto anni e anni fa, non stupisce che dare la precedenza a una donna incinta sia considerata l’eccezione.”

Proprio per questo ci si domanda: è davvero sempre necessario dover rivendicare una propria “agevolazione” agitandosi, arrabbiandosi e strappandola con le unghie e con i denti? Come in tutti i casi della vita, dipende dalle singole personalità ma soprattutto dipende molto dalla fortuna!