Giovanna-Leonetti

Assolta la biologa trovata su un letto con il cadavere della figlia

Giovanna Leonetti, trentasettenne cosentina, era stata accusata di aver ucciso la figlia di sette mesi soffocandola con un cuscino.

 

COSENZA – La biologa accusata di aver ucciso la piccola Marianna è stata oggi assolta. Il gup del Tribunale di Cosenza Giuseppe Greco ha ritenuto la trentasettenne cosentina totalmente incapace di intendere e di volere al momento dei fatti.  Il pm Domenico Frascino aveva per lei richiesto la condanna ad otto anni di reclusione. In realtà nonostante la Procura di Cosenza abbia più volte invocato la detenzione in carcere, la donna, difesa dagli avvocati Marcello Manna e Pierluigi Pugliese, non è mai finita dietro le sbarre. Dopo l’infanticidio infatti era stata ricoverata per mesi presso il reparto di psichiatria dell’Ospedale di Cosenza agli arresti domiciliari e poi trasferita nella comunità riabilitativa assistenziale psichiatrica Incontri di Putignano con obbligo di dimora.

 

A partire da oggi torna ad essere una donna libera. Nel corso degli interrogatori ha risposto ai giudici raccontando dei disagi psicologici vissuti dopo il parto. Della mattina del 20 febbraio quando partì da Donnici, dove dormiva da sola, per recarsi a casa in via Molinella dalla figlia pare abbia sempre detto di non ricordare nulla. Quel giorno, come confermato dai familiari, la piccola Marianna era insieme alla baby sitter quando lei entrò nell’appartamento. Restò in casa un attimo con il marito, l’avvocato Francesco Luberto, e la bambina. Poi andò dalla madre che abita al piano superiore con la piccola. Dopo averla salutata disse di tornare dal marito, ma si fermò nell’appartamento della zia, che si trova nella stessa palazzina e di cui aveva le chiavi. 

 

Lì fu ritrovata stesa su un letto con la bambina cadavere al suo fianco ed una scatola vuota di barbiturici. Con una fredda telefonata al consorte avrebbe poi annunciato la tragedia: “Ho risolto tutto. Non piange più”. Dall’esito dell’autopsia è emerso che la morte della bimba di sette mesi è avvenuta per soffocamento, verosimilmente, attraverso l’utilizzo di un cuscino date le microlesioni rinvenute sul volto della piccola. L’ipotesi del tentato suicidio della donna, invece, non sarebbe credibile visto che l’esigua quantità di farmaci ingerita non era affatto letale e pare non sia stata ritenuta utile a decretare che Giovanna Leonetti quel mattino volesse suicidarsi.