Ginecologia killer, medici ed infermieri dell’Annunziata rinviati a giudizio

COSENZA – Sono indagati, in concorso, per il decesso di Maria Brogno morta a seguito di un isteroctomia.

La 68enne dopo l’intervento avrebbe lamentato forti dolori e perdite di sangue. Sintomi, secondo la magistratura, sottovalutati dai medici in corsia che non avrebbero ritenuto necessario nè sottoporre la donna ad una visita nè controllare i suoi parametri vitali. L’emorragia si sarebbe così trasformata in poche ore in shock emorragico causandone la morte prematura. A sole ventiquattro ore dall’intervento chirurgico. I familiari hanno quindi deciso di costituirsi parte civile ed intentare una causa contro i professionisti per rendere giustizia alla propria congiunta e fare chiarezza sull’operato dei sanitari dell’Annunziata onde evitare il ripetersi di simili casi di presunta malasanità. Ieri, a seguito dell’udienza preliminare, solo per la dottoressa Amalia Mazzuca il gup ha stabilito il non luogo a procedere. Sono stati invece rinviati a giudizio le infermiere Loredana Greco, Maria Francesca Spagna, ed i medici Vincenzo Pellegrino, Eugenio Scorza, Giulio Valentino e Antonio Ligato tutti in forze nel reparto di Ginecologia del nosocomio cosentino. I fatti contestati secondo cui avrebbero “per negligenza, imprudenza e imperizia, nonchè per colpa specifica, cagionato la morte di Maria Brogno” risalgono al 26 Marzo 2013.