I “fantasmi” dell’Antistato spaventano Cosenza e Rende

COSENZA – Soprusi d’Antistato. Non bastava l’escalation delle rapine a turbare la tranquillità di esercenti e cittadini, ora la recrudescenza delinquenziale si amplifica con segnali di fumo e suoni di pombo. La cronaca cittadina, infatti, racconta due nuovi ed inquietanti episodi criminoso che a Cosenza e Rende soffiano come venti di paura.

Un esercizio commerciale della città dei Bruzi, infatti, è stato “bersagliato” da un rosario di pallettoni calibro 12, lasciati come firma dei signori dell’Antistato sulle saracinesche del negozio. Ad accorgersi dell’accaduto è stato lo stesso titolare del bar che, allapertura del negozio, ha notato i segni della “bussata”. Lo stesso proprietario del bar, fatta la scoperta, ha immediatamente allertato la sala operativa del 113 per denunciare l’accaduto. Gli agenti delle “pantere” della Volante hanno raccolto la testimonianza dell’imprenditore che non ha saputo fornire utili indicazioni sull’accaduto, negando di aver ricevuto pressioni o minacce di natura estorsiva, né di aver notato movimenti sospetti davanti al suo esercizio commerciale di piazza Crispi. L’esercente, dopo la prima prova testimoniale, è stato ascoltato nuovamente dai detective della squadra Mobile, coordinati dal commissario capo Antonio Miglietta, ma anche in questo secondo caso, almeno per il momento, non è emerso nulla di rilevante. Dal piombo alle fiamme il passo è breve, almeno un paio di chilometri. L’arroganza dell’Antistato punta gli occhi su una lavanderia di Rende. Il tappeto d’ingresso e parte della serranda, infatti, sono stati “inzuppati” di liquido infiammabile e poi dati alle fiamme. La vigliaccheria dei “postini” del crimine organizzato e non è venuta alla luce di notte, quando la città dorme e i “fantasmi” del sottobosco delinquenziale possono compiere i loro messaggi intimidatori, per pochi spiccioli. I carabinieri della Compagnia di Rende, coordinati dal capitano Luigi Miele, nel corso di un giro di perlustrazione sul territorio, hanno notato il fumo e le fiamme. Il loro tempestivo intervento, unitamente all’arrivo sul posto dei vigili del fuoco del distaccamento di Rende, ha evitato che le fiamme si estendessero anche all’interno dei locali della lavanderia, compromettendo la merce presente e il possibile scatenamento di una pericolosa reazione a catena, considerata anche la presenza di molto materiale, atto al lavaggio e allo smacchiamento dei vestiti, composto da sostanze facilmente infiammabili. Anche in questo caso, gli inquirenti non hanno in mano indizi certi. Ma è solo questione di tempo, infatti, gli inquirenti del 112 e i detective del 113, nell’analisi dei loro rispettivi casi investigativi, stanno visionando i filmati delle telecamere a circuito chiuso, selezionando attentamente momenti, movimento e passaggi. La caccia ai “fantasmi” è partita.