Islam, terminano oggi le celebrazioni della Festa del Sacrificio

COSENZA – I musulmani cosentini hanno dato il via ai festeggiamenti Sabato nel piazzale del Centro Islamico Arahama di via Popilia.

Il rituale che si pratica nel corso della festività, ricorda il sacrificio effettuato con un montone da Abramo, dopo che l’Angelo del Signore lo bloccò mentre era intento ad uccidere il figlio Isacco per dimostrare la propria fede in Dio. “Questa è la festa più grande dell’anno per i musulmani – afferma l’imam Ahmed Berraou -tant’è che da alcuni viene chiamata la ‘Festa Grande’. E’ la Festa del Sacrificio dove ogni famiglia sacrifica un agnello per ricordare Abramo, il padre di tutte le tre religioni monotoiste. Cade il decimo giorno del pellegrinaggio a La Mecca di Maometto e dura tre giorni. In questo caso, da Sabato a Lunedì.

 

Si comincia con la preghiera, si mettono gli abiti eleganti, si ascoltano gli insegnamenti dell’imam, cui predica quest’anno è stata incentrata alla pace e la fratellanza, si scambiano gli auguri e poi si va a casa a festeggiare con la famiglia. Dopo si va a far visita da parenti o amici. L’animale macellato che viene cucinato per l’occasione si divide in tre parti, una per la famiglia, una per i vicini e l’altra per i poveri. E’ un giorno di carità e solidarietà con gli indigenti. Un giorno di gioia e di unione, un po’ come la Pasqua dei cristiani. Nell’islam l’evento ricorda l’amore e l’unità tra religioni. E’ un significato importantissimo che insegna che è indispensabile essere uniti perchè abbiamo tutti lo stesso Dio, venuto in terra per diffondere l’amore. L’umanità ha bisogno di questo, non di conflitti e guerre fatte solo per puri interessi economici”.