CRC Donnici: cantiere avviato, diffida per pericolo contaminazione terreni

DONNICI – Il Centro di Raccolta dei Rifiuti preoccupa per l’alto potenziale d’inquinamento che ha già parzialmente compromesso le note ‘colline del vino’.

Lunedì il cantiere, nonostante il dissenso e le proteste dei cittadini, ha riaperto i lavori nella struttura che, forse, diventerà la nuova ‘discarica’ del cosentino. Per fare la rampa d’accesso allo stabilimento, la ditta appaltatrice ha utilizzato del materiale inquinante. Materiale che le analisi di laboratorio hanno permesso di classificare come rifiuto. “In particolare, – come precisa lo stesso, Ing. Bartucci del Comune di Cosenza, responsabile unico del progetto – su tre campioni è stato rilevato che il valore del parametro Zinco ha superato la soglia di contaminazione del suolo”.

 

L’area andrebbe bonificata con urgenza. Il Comune di Cosenza vorrebbe rimettere in sicurezza il sito, ma tra il dire e il fare, ci sono di mezzo gli interessi del business dello smaltimento dei rifiuti. Alla ditta appaltatrice era stato imposto di rimuovere tutto il materiale inquinante riversato sulle colline note per i pregiati vigneti, ma non l’ha fatto. Lasciando tutto lì, compreso l’eternit al lato del torrente, da circa un anno e mezzo. Dovrà provvedere il Comune a riparare i danni per poi ripartire con il progetto che prevede che tutti i rifiuti di Cosenza, dall’umido agli speciali, vengano stipati a Donnici per poi essere avviati allo smaltimento. Come? “I lavori di bonifica – spiega Bartucci – consistono nel carico, nel trasporto e nello smaltimento, dei rifiuti posti in opera dall’impresa aggiudicataria nel cantiere del CRC in località Albicello, presso un impianto autorizzato”.

 

Lunedì è iniziata la preparazione per l’avvio dei lavori. I cittadini allertati si sono riversati in strada per controllare ciò che stava accadendo iscenando un presidio in contrada Albicello. Il consigliere Enzo Paolini ha invece provveduto a diffidare il Municipo bruzio a proseguire con la bonifica “visto che fu lo stesso Comune ad affidare l’appalto alla ditta che poi ha utilizzato rifiuti tossici per costruire l’opera”. Un’opera contro il quale il Comitato Difesa Territorio Donnici si batte da tempo ribadendo, anche ieri un messaggio chiaro: “Vogliamo la bonifica, non la discarica”. Ma alla Giunta Occhiuto, forse, il vino di Donnici piace poco. E per la realizzazione del progetto ha quindi quasi raddoppiato gli stanziamenti iniziali che da 135mila euro sono ora arrivati a 270mila euro. Un segnale chiaro: l’affare CRC non si tocca. Non c’è Zinco che tenga.