Pedofilia, l’ex vigilante avrebbe abusato anche di una disabile

COSENZA – ‘Sono un uomo, non pensavo fosse reato. Ho sbagliato’.

Queste le parole con le quali il pensionato 74enne di Rende, denunciato a piede libero per violenza sessuale e pornografia minorile, tenta di difendersi. L’ex vigliante, separato, padre di due figli ultratrentenni e nonno di due bimbi, non può negare l’evidenza. Ad incastrarlo i filmati che lo ritraggono mentre stupra le bimbe, tutte di etnia rom. Identificate le due sorelline abusate dall’uomo, restano da rintracciare almeno altre cinque vittime che il presunto pedofilo avrebbe ripreso mentre consumava con loro rapporti sessuali. Le due bimbe intercettate vivono da qualche anno a Cosenza ed hanno oggi, 12 e 10 anni. La loro attività di meretricio avrebbe consentito di far guadagnare ai loro aguzzini 40mila euro, per un solo cliente: il pensionato rendese. Non è dato sapere se oltre all’uomo le giovani siano state vendute ad altri pedofili, nè se oltre a loro anche le sorelle e i fratelli più grandi sono stati indotti alla prostituzione.

 

Non è ancora stato accertato che il ‘business’ fosse gestito dai genitori, due ultraquarantenni disoccupati, o prevedesse il coinvoglimento di altri soggetti. Quello che è certo, ad ora, è l’orrore cristallizzato nelle pellicole pedopornografiche confezionate amatorialmente dall’anziano. Filmati che l’uomo riguardava per diletto e che non avrebbe mai pubblicato sul web. Per non insospettire le famiglie e gli ‘avventori’ pare che ad oggi la Questura abbia evitato di far irruzione in maniera violenta nel campo, in attesa di raccogliere elementi utili ad incastrare i soggetti coinvolti nella presunta rete di prostituzione minorile all’interno del campo rom di Vaglio Lise. Nei video visionati dagli inquirenti, pare che tra le vittime dell’ultrasettantenne vi sia anche una bimba disabile, che come emerge dalle immagini soffrirebbe di alcuni ritardi. I rapporti filmati dal presunto pedofilo si consumavano, senza l’utilizzo di preservativi, all’interno della sua auto o nella propria abitazione. Non si esclude che a breve le indagini possano far includere nel registro degli indagati, altri cosentini ‘insospettabili’.