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Scontro auto-moto a Settimo: il giovane centauro non ce l’ha fatta

COSENZA – Ladra di vite. Lungo la strada si sono consumate tante tragedia. Tragedie difficili da commentare, decessi impossibili da metabolizzare. L’ultima “macchia di sangue” lasciata sulla strada, appartiene a Mario Petrone, il centauro di 17 anni, rimasto coinvolto nel terribile incidente di venerdì sera, su via Cristoforo Colombo, all’altezza della rotonda per Settimo di Montalto Uffugo, e spirato in un letto del reparto di rianimazione dell’Annunziata, dov’era stato ricoverato in condizioni gravissime.

Le tante, troppe ferite riportate in quell’impatto violento contro una Toyota Yaris e quelle fratture interne, non gli hanno dato scampo. Sono state più forti del suo cuore, della sua voglia di lottare, della sua forza di voler rimanere ancora aggrappato alla cinta della vita. Purtroppo Mario non ce l’ha fatta. Il ragazzo, come detto, era rimasto coinvolto in un incidente stradale. Venerdì sera, il 17enne era salito in sella alla sua Aprilia, per raggiungere alcuni amici. Ma il destino ha deciso di cambiare strada, non facendogli raggiungere i suoi amici, per una serata allegra e spensierata, proprio com’è quella di un 17enne, con tanta vita davanti e tanti sogni da costruire e realizzare, ma facendogli avere un appuntamento al buio con la morte. Mentre era alla guida della sua due ruote, infatti, non è ancora stata chiarita l’esatta dinamica del sinistro, Mario Petrone ha perso il controllo della sua Aprilia, scivolando sull’asfalto e finendo per invadere la corsia opposta al suo senso di marcia. Purtroppo per lui, in quel momento, arrivava una Toyota Yaris, l’autista dell’utilitaria, nonostante il tentativo di evitare lo scontro, non è riuscito a sterzare bene ed è finito per investire in pieno il ragazzo. L’allarme ai soccorsi è partito immediatamente. I primi ad arrivare sul posto sono stati i vigili del fuoco, gli eroi silenziosi del Comando provinciale di Cosenza e del discattamento di Rende, si sono subito accorti che il ragazzo era grave, tanto da iniziare, nell’attesa dell’arrivo del personale medico e paramedico del 118, a parlare con lui, evitando di farlo addormentare o svenire. I medici del Suem, però, hanno subito notato che le condizioni del ragazzo erano gravi. Mentre lo medicavano e gli tamponavano le ferite, aiutandolo a respirare con la somministrazione di ossigeno, allertavano la sala operatoria dell’Annunziata anticipando l’arrivo del ragazzo. Il tempestivo intervento chirurgico e il trasferimento nel reparto di rianimazione, però, non sono serviti a garantirgli la vita. Quella stessa vita che Mario viveva con la semplicità e l’esuberanza dei suoi anni, divertendosi con gli amici, i compagni di classe, il pallone e gli scambi di messaggi affettuosi sui social network. Oggi di Mario resta solo il suo sorriso, quell’accattivante e contagiosa allegria di chi ha condiviso con lui i momenti felici e spensierati. I genitori di Mario Petrone ancora non riescono a credere che il loro giovanotto non ci sia più. Pensano e credono di essere finiti in un incubo, da cui sperano di risvegliarsi. Anche gli amici e i compagni di Mario hanno finito di piangere, i loro occhi non hanno più lacrime da versare, sui loro volti smarriti e confusi si legge solo tanta rabbia e altrettanta incredulità.