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Non è un paese per donne, WWW denuncia: “A Cosenza Consultori Familiari in via d’estinzione”

L’associazione denuncia il depotenziamento dei Consultori Familiari e la difficoltà nell’erogazione delle più importanti prestazioni di medicina ginecologica nel territorio di alcuni distretti dell’Asp di Cosenza. Rua – Rete Urbana Antiviolenza la sostiene.

 

COSENZA – “Le politiche di difesa della salute delle donne, a partire dai suoi principali presidi territoriali, i Consultori Familiari, sembrano essere in terra di Calabria e in particolare in provincia di Cosenza merce di scambio all’interno della dinamica burocratico-amministrativa, a tutto discapito del diritto alla salute delle donne.” WWW denuncia il depotenziamento dei Consultori Familiari e la difficoltà nell’erogazione delle più importanti prestazioni di medicina ginecologica nel territorio di alcuni distretti dell’Asp di Cosenza. “Da qualche tempo – continua la nota – assistiamo al progressivo depotenziamento e impoverimento, in termini di numero, spazi e di organico, dei Consultori Familiari e a una sostanziale insensibilità da parte delle autorità competenti ai numerosi allarmi lanciati contro le linee di politica sociosanitaria esasperate anche dal piano di rientro regionale che riduce di fatto i diritti delle fasce più deboli della popolazione. Mancanza di spazi appropriati, chiusure, accorpamenti, blocco del turnover nelle posizioni organizzative, hanno determinato, nel territorio dell’ASP di Cosenza, la difficoltà ad offrire qualità nell’assistenza, e reso più difficile la fruizione anche di prestazioni fondamentali per la prevenzione. 

Logo WWWRiconoscere l’importanza di un’efficiente rete di Consultori Familiari permette di rispondere alla crescente domanda di cura, alle misure di prevenzione e alla promozione dei temi della sessualità, affettività, crescita e conflittualità, che provengono dalle famiglie, dalle donne, dagli studenti, dalle nuove popolazioni immigrate. Al contrario, ignorare l’importanza di questi servizi significa nei fatti minare alle radici quel modello sociale di salute, declinato anche per le specificità di genere, a cui hanno guardato i movimenti di emancipazione delle donne sin dalla loro nascita.  Auspichiamo un’ampia mobilitazione, da parte di cittadini, amministratori, ma soprattutto da parte di tutte le donne calabresi, perché i nostri Consultori Familiari possano essere difesi, sostenuti, rilanciati. L’Associazione What Women Want lancia un appello a tutte le amministratrici locali per la difesa di questi importanti presidi della salute psicofisica delle donne e per la richiesta di un tavolo di confronto interistituzionale con la regione Calabria per sollecitare nuove e più adeguate politiche di buona sanità. Perché questo possa essere un paese per le donne e per tutti.”

 

Rete Urbana Antiviolenza sostiene appello WWW

“Ci uniamo, condividendolo, all’appello lanciato da WWW Calabria”: così dichiara RUA – Rete Urbana Antiviolenza, riferendosi alla denuncia del dilagante fenomeno di depotenziamento dei consultori familiari calabresi. “What Women Want – si legge nella nota – pone l’accento sulla pericolosità di tale processo che porta inesorabilmente all’indebolimento delle politiche di difesa della salute delle donne. Il diritto alla salute – prosegue la nota – è minato quotidianamente da una staticità politica rispetto a un welfare che dovrebbe garantire l’accessibilità per tutti alle cure mediche.

L’allarme lanciato da WWW – conclude la nota – deve essere sprone all’attivazione, come chiesto nell’appello di un confronto interistituzionale con la regione Calabria affinché i consultori non chiudano, ma ritornino ad essere punto di riferimento per le donne attraverso specifiche politiche che valorizzino il percorso di autodeterminazione anche per la salute.”.