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Maglia nera per debiti a Cosenza: è il capoluogo più indebitato della Regione

I risultati offerti dall’ultimo dossier di Openpolis sull’indebitamento dei comuni, riguardo le finanze del 2014: sul podio Cosenza e provincia.

 

COSENZA – Il Comune di Cosenza è il più indebitato della Calabria, per le finanze del 2014. Per un ente locale l’indebitamento non è di per sé un elemento negativo, in quanto può servire a finanziare infrastrutture necessarie per la comunità. Detto questo, va tenuto conto della sua dimensione per capire se potrà essere sostenibile. È questa una piccola guida per considerate nel modo giusto i risultati offerti dall’ultimo dossier di Openpolis, il portale-progetto che si propone di “aprire” le amministrazioni pubbliche ai cittadini. La classifica – realizzata costruendo un indice percentuale direttamente proporzionale al livello di indebitamento – si applica anche ai Comuni calabresi e riguarda i dati finanziari del 2014. Sul podio dei centri più indebitati ci sono Terranova da Sibari, Longobardi e Grisola, tutti e tre nel Cosentino. Tra i capoluoghi di provincia invece il più “carico” di debiti è Cosenza, con un indice del 240,8%, seguito da Reggio Calabria (182%), Vibo Valentia (132,14%), Catanzaro (97,79%) e Crotone (39,09%). Ma tra i centri più popolosi spicca Lamezia Terme con il 243,97%. Zero indebitamento (e dunque zero investimenti), invece, per Africo, Bova, Caloveto, Cirò, Francavilla Angitola, Gioiosa Jonica e Santa Maria del Cedro.

Gli enti territoriali possono contrarre debiti solo per finanziare i propri investimenti. Si tratta della cosiddetta golden rule: le amministrazioni pubbliche non possono indebitarsi per pagare le spese correnti (come quelle per il personale o i servizi che eroga ai cittadini) ma solo per opere pubbliche e altri tipi di investimenti. Questo principio è stato addirittura inserito in costituzione con la riforma del titolo V nel 2001. Da allora, infatti, la nostra carta fondamentale recita all’articolo 119: «(…) I Comuni, le Province, le Città metropolitane e le Regioni hanno un proprio patrimonio, attribuito secondo i princìpi generali determinati dalla legge dello Stato. Possono ricorrere all’indebitamento solo per finanziare spese di investimento, con la contestuale definizione di piani di ammortamento e a condizione che per il complesso degli enti di ciascuna Regione sia rispettato l’equilibrio di bilancio. È esclusa ogni garanzia dello Stato sui prestiti dagli stessi contratti. »

Quindi il debito di per sé non deve essere letto come un dato necessariamente negativo, in quanto può essere impiegato per fornire alla propria comunità le infrastrutture necessarie al suo sviluppo sociale ed economico. Ovviamente però è un dato da tenere d’occhio per la salute del comune e la sua futura solvibilità. Per questa ragione sulla piattaforma openbilanci esiste un indicatore apposito per valutare l’incidenza del del debito sul bilancio comunale. Per fare ciò, misura l’incidenza dei debiti totali (in bilancio e fuori bilancio) del comune in relazione alle entrate correnti riscosse nel corso dell’anno. Più è alta questa percentuale, maggiore è il peso del debito per l’amministrazione locale.