Schianto sulla Ss 107: rinviato a giudizio per omicidio colposo

COSENZA – Quel sorriso spezzato. La strada statale 107, meglio nota come Silana-Crotonese, è stata macchiata, troppo spesso, dal sangue innocente di numerose vittime di incidenti stradali. Su quella lunga lingua d’asfalto, esattamente a pochi chilometri dallo svincolo di Fago del Soldato, nel novembre del 2010, esattamente il 24, perse la vita Mattia Scrivano, trent’ene di Cosenza, molto noto in città. La sua morte lasciò tutti sconvolti, soprattutto perché Mattia faceva del suo sorriso e della sua simpatia contagiosa, il suo biglietto da visita. Per quella morte è finito nei guai S. G. P., al volante di quel Suv contro il quale Scrivano, alla guida della sua Bmw, ebbe l’incidente. L’autista del Suv è stato rinviato a giudizio con l’accusa di omicidio colposo. Il verdetto di responsabilità penale a suo carico è stato scritto dal goidice per le indagini preliminari Salvatore Carpino, in servizio presso il secondo piano dell’ufficio giudiziario di via Sicilia. Il processo a carico di S.G.P. è stato fissato per il prossimo 22 gennaio. Quel terribile incidente, però, senza l’insistenza degli avvocati Francesco Parise e Francesca Funari, sarebbe rimasto senza un colpevole. Infatti, in un primo momento, la procura della Repubblica di Cosenza, inoltrò al gip richiesta di archiviazione. Una mossa, dettata da quella relazione effettuata dal perito, incaricato proprio dalla Procura di effettuare una perizia su quel tragico e fatale incidente. Contro quella perizia depositata, i legali della famiglia dello sfortunato 30enne si sono opposti, evidenziando come in quella ricostruzione, ci fosse numerose anomalie. A cominciare dalla descrizione dell’auto, su cui viaggiava Mattia: una Smart. Ma, non era una Smart, bensì una Bmw. Non solo, i due legali, nella loro richiesta di opposizione a quell’archiviazione, evidenziarono che: «il Suv viaggiasse vicino alla linea di mezzadria., facendo notare al gip come il veicolo, guidato da S. G. P. avesse violato il codice della strada». Per il giudice per le indagini preliminari, quelle motivazioni chiare e decise dei due avvocati, fermamente contrari a rigettare l’archiviazione del caso, furono convincenti, al punto che lo stesso gip decise l’iscrizione dell’autista del Suv nel registro degli indagati. Ieri il rinvio a giudizio. Ora i familiari di Mattia Scrivano, sperano di poter ottenere giustizia.