“L’inutilità delle Grandi opere di Cosenza: un mattone non può compensare l’assenza dei diritti”

Questo pomeriggio Comitati, Associazioni, movimenti e cittadini hanno organizzato una conferenza per discutere sulle ‘vere’ priorità della città.

 

COSENZA – “La politica Cosentina continua a marciare sul binario morto delle Grandi opere. Cosenza è una delle città con la maggiore incidenza di sfratti per la popolazione residente, in cui la sanità versa in condizioni drammatiche e l’ospedale è uno spauracchio da evitare, in cui la privatizzazione dei servizi fondamentali ha portato solo disagi mentre i trasporti pubblici sono un terno a lotto tra disservizi e ritardi.” È quanto si legge in un comunicato del Comitato Piazza Piccola; Comitato acqua pubblica “Bruno Arcuri”; Cosenza in comune; Partito della Rifondazione Comunista; PrendoCasa; Radio Ciroma e Unione sindacale di base. Per spiegare nel dettaglio le ragioni “dell’inutilità delle Grandi opere”, è stata indetta per questo pomeriggio, alle 16:30, alla confluenza dei  fiumi Crati e Busento (statua di Alarico) una conferenza.

PrendoCasa2“Nel cuore – si legge ancora nel comunicato – della città vecchia, dove è custodita la storia della città nella sua grandiosa bellezza artistica, i crolli si sommano all’abbandono sociale, all’assenza di lavoro e servizi. La precarietà e la disoccupazione moltiplicatesi in questi anni di crisi si sommano al complessivo peggioramento dei diritti sociali a cui le istituzioni locali (regionali e comunali) rispondono con la stessa lingua dei vari governi nazionali: tagli e speculazione. Cosa c’è di meglio per la speculazione di un bel rilancio del mattone? A fronte dei mille disservizi denunciati che incidono radicalmente nella vita materiale dei cosentini la politica si dedica alla moltiplicazione delle grandi opere, alla proliferazione del cemento come medicina alla crisi. Le priorità della politica locale corrispondono meccanicamente alle priorità dei costruttori locali. Un nuovo stadio, una metropolitana leggera (che tanto leggera non è), un’ovovia e un nuovo ospedale sono le ricette salvifiche per far ripartire la città come se il mattone potesse compensare l’assenza di diritti sociali.

Possiamo continuare inermi ad osservare lo spettacolo indecoroso di una lotta tra bande per la spartizione del bottino cementizio oppure imporre le priorità reali dei cosentini. Tra Oliverio e Occhiuto che si scontrano per la migliore collocazione di queste opere possiamo ribaltare il tavolo e indicare le vere priorità dei cosentini. Un piano per il diritto abitativo, il recupero del centro storico, un trasporto pubblico efficace e accessibile, la ripubblicizzazione del servizio idrico sono i punti principali di una nuova agenda di priorità scritte dal basso, che vogliono sostituire al mattone i diritti sociali dei cosentini e affermare l’applicazione della costituzione che abbiamo difeso nel referendum di poche settimane fa. E’ tempo di altre priorità, quelle dei cosentini per una Cosenza di tutti e non dei palazzinari.

No grandi ed inutili opere, casa reddito lavoro salute dignità: #lenostrepriorità.”