Poste: domani e mercoledì, sit in di protesta a Cosenza e Castrovillari

L’organizzazione sindacale SLP-CISL che rappresenta i postali della provincia di Cosenza, ha promosso 4 giorni di sit in: il 17 e 22 Marzo ed a seguire l’ 1 e il 3 Aprile

 

COSENZA – Presidi e sit in davanti la Filiale Poste di Cosenza (Via Vittorio Veneto) e davanti le Poste Centrali di Castrovillari (in Piazza Dante) con orari 9,00 – 12,00 / 15,00 – 18,00. Scopo dei sit in è dare informazione su quello che sta accadendo in Poste Italiane circa la paventata completa privatizzazione dell’Azienda con distribuzione di volantini informativi alla cittadinanza.

Il neo eletto segretario del SLP Cisl Luigi Russo, sottolinea che “L’integrale privatizzazione di Poste di cui si sta discutendo in questi giorni in Parlamento, rischia di mettere a rischio la funzione sociale di Poste, il presidio del territorio, che va dall’apertura degli uffici nei centri più remoti fino alla distribuzione della corrispondenza nelle realtà ove nessun operatore privato potrà mai avere interesse a recapitare”.

Ed ancora chiosa il segretario “ Per questo Poste deve mantenere un controllo pubblico per poter continuare a garantire i servizi a favore dei cittadini e delle imprese in tutto il territorio nazionale. Con la privatizzazione sono a rischio anche i prodotti finanziari di Poste che, pur con redditi minimi, sino ad oggi sono stati garantiti dallo Stato. Invece, con la trasformazione di Poste in una vera e propria banca sarebbero inevitabilmente sottoposti ai rischi e alle dinamiche della speculazione finanziaria, che tanti danni ha prodotto alle economie delle imprese e delle famiglie”. “Con la completa privatizzazione l’Italia rischia di perdere un pezzo importante del suo patrimonio senza apportare alcun beneficio al disastrato bilancio nazionale e al debito pubblico.”
Così conclude il segretario dei postali di Cosenza.

“Fermare la privatizzazione di Poste serve a garantire i servizi a tutti i cittadini anche nei territori poveri come il nostro, mantenere il ruolo sociale dell’Azienda e difendere i livelli occupazionali di una S.p.A. che già da molti anni, sin dal 2002, presenta ragguardevoli utili di bilancio versando consistenti dividenti al Ministero dell’Economia, quindi alla collettività e, che tali devono rimanere.