Cosenza: una delle città più povere d’Italia. E l’Amministrazione pensa al tesoro di Alarico…

Grande Cosenza, ha presentato un OdG per il prossimo Consiglio, prima firmataria la consigliera Bianca Rende; sulla povertà e i disagi di ampie fasce della popolazione cittadina.

COSENZA – Secondo le statistiche Cosenza, al di là dei lustrini, è diventata una delle città più povere d’Italia. L’attuale organizzazione dei servizi comunali di contrasto alla povertà appare del tutto insufficiente a migliorare una drammatica situazione di vita individuale e familiare sotto la media, condizione che si sta allargando a ceti non abituati a esporsi nelle file degli uffici pubblici (“nuovi poveri”) che neppure lo spontaneismo di qualche singolo benefattore può migliorare. Molti bambini, che si trovano a vivere in abitazioni poco decorose, in condizioni di promiscuità e mancanza di un pasto adeguato alla loro crescita più sana ed equilibrata, sono i più colpiti dai disagi che questa povertà provoca. Nei giorni scorsi la coalizione “la Grande Cosenza” ha presentato un OdG per il prossimo Consiglio, prima firmataria la consigliera Bianca Rende, nel quale si chiede di porre sotto i riflettori lo stato del Welfare comunale per dimostrare come l’attuale organizzazione e dotazione finanziaria poco risponda a quelle che sono le richieste sempre più emergenziali di ampie fasce della popolazione cittadina.

bianca-rendeLa proposta dei consiglieri di opposizione è quella di stimolare l’amministrazione a dedicare alla lotta alla povertà le stesse energie che oggi occupano la ricerca del tesoro di Alarico e l’organizzazione degli intrattenimenti vari, avviando, ad esempio, un coordinamento permanente con tutti gli altri benemeriti soggetti pubblici e privati interessati, l’attivazione di un Numero Verde, l’attuazione locale della innovativa legge sugli sprechi alimentari e la pubblicazione di dati comunali sulle emergenze di cui questa città deve farsi carico in una necessaria collaborazione pubblico/privato che interessi anche le istituzioni superiori. Insomma, andare ben oltre gli “ingaggi” roboanti inadatti a creare “sistema”.

L’attuazione del SIA governativo sicuramente potrà rappresentare da questo punto di vista uno stimolo ad organizzarsi meglio, tanto sul piano dei numeri, quanto su quello delle competenze, richiedendo la normativa introdotta dal governo Renzi l’istituzione di equipe multidisciplinari che “prendano in carico” le situazioni familiari che necessitino di attenzione. Più volte il Sindaco, anche se non ha ancora illustrato le sue dichiarazioni programmatiche in Consiglio, ha manifestato l’intenzione di far fronte alle nuove emergenze tramite i fondi dell’Agenda Urbana, dedicata dal POR 14-20 prioritariamente, appunto, alle politiche di inclusione sociale. Ebbene, i consiglieri chiedono al Sindaco di riferire analiticamente in Consiglio su quali siano i progetti e le priorità da condividere, oltretutto, con la vicina Rende e complessivamente come intenda offrire maggiore trasparenza e sicurezza ai cittadini, oggi disorientati nella confusione e scarsità dell’offerta dei servizi comunali.