Callipo su L’Ora della Calabria: “De Rose sembrerebbe un ‘uomo di cosca’”

COSENZA – L’imprenditore Pippo Callipo, ex presidente di Confindustria Calabria, esprime con una lettera al direttore de L’Ora della Calabria la propria solidarietà ed indignazione.

“Da una decina di giorni – scrive Callipo – siamo agli onori della cronaca nazionale, ancora una volta, per un accadimento che per tutti i calabresi seri e onesti è motivo di imbarazzo, di amarezza e disillusione. Per chi, come me e tanti altri, ha scelto di vivere e lavorare – nonostante tutto –  in questa amara terra, maltrattata e condizionata innanzitutto dalla sua classe politica–dirigenziale, episodi come quelli che hanno portato alle dimissioni da sottosegretario del Senatore Antonio Gentile, ci demoralizzano e ci mettono di fronte a meccanismi marci e corrotti che non daranno mai alla nostra terra la possibilità di spezzare quel circolo vizioso che ci relega, da sempre, nello stato di “ultimi della classe”. Non so se il Senatore Gentile è coinvolto direttamente nella vicenda o meno. La telefonata, però, intercorsa tra lo stampatore dell’Ora della Calabria, nonché presidente di Fincalabra, Umberto De Rose e l’editore dello stesso quotidiano, Alfredo Citrigno, in questi giorni pubblicata su tutti i social network, sembrerebbe vera. Vera e dai contenuti sconvolgenti. Personalmente, sentire il presidente De Rose, che ricopre una carica istituzionale regionale importante e strategica, esprimersi con toni ed espressioni così tanto volgari da risultare violenti, mi ha lasciato esterrefatto, senza parole. Innanzitutto per il tentativo, assolutamente da condannare, di manipolare la  libertà di stampa e il diritto alla cronaca dei cittadini e poi per la mentalità, per il modus operandi che emerge dal contenuto e dal tono della telefonata. Se non sapessimo tutti chi è Umberto De Rose potremmo pensare di trovarci di fronte ad un “uomo di cosca”. Di fronte a fatti così palesemente scandalosi e condannabili, al punto che se ne sta interessando la magistratura, mi sarei aspettato, da parte del Presidente De Rose, le dimissioni dalla carica di Presidente di Fincalabra. Cosa che non è ancora avvenuta. Eppure, secondo me, sono assolutamente dovute non solo perché si sono infrante le leggi dello Stato e le regole dell’etica ma anche perché ad un certo punto dovrebbe prevalere il senso della vergogna e del pudore che, in una certa misura, potrebbero riscattare l’uomo e ridargli dignità”.