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Pioggia di assunzioni ‘sospette’ in campagna elettorale all’Asp di Cosenza, l’interrogatorio ‘silenzioso’

Centoquarantadue persone indagate per ‘posti statali’ regalati ad amici ed amici di amici. L’ex dg Scarpelli e i suoi colleghi preferiscono tacere.

 

COSENZA – Si è svolto ieri davanti al gip Giuseppe Greco l’interrogatorio di garanzia per i ‘boss’ della sanità bruzia. Al termine delle audizioni però i legali difensori hanno contestato la validità dell’iter seguito. Nel frattempo, prima che l’istanza della difesa venga valutata, per l’ex direttore generale dell’Asp di Cosenza Gianfranco Scarpelli e per il suo ‘compare’ Antonio Perri direttore Asp Rogliano la Procura di Cosenza ha chiesto l’interdizione dai pubblici uffici. Scarpelli, uomo molto vicino ai fratelli Gentile, infatti nonostante sia stato rimosso dalla carica di dirigente all’Asp dopo lo scandalo delle ‘parcelle d’oro’, resta uno degli stipendiati della sanità cosentina trasferito all’Annunziata dove è primario del reparto di Neonatologia. L’interdittiva porterebbe al suo allontanamento dalle corsie e dalle buste paga dell’Ospedale di Cosenza. L’ex direttore generale dell’Asp si è sottratto alle domande dei giudici sostenuto dai propri avvocati che hanno con forza affermato che il procedimento, a loro dire, sarebbe illegittimo in quanto all’imputato non sono stati notificati in tempo i reati contestati. Un cavillo che, forse, consentirà di allungare i tempi prima di arrivare all’avvio del processo.

 

Avvalendosi della facoltà di non rispondere Scarpelli non ha quindi chiarito nulla sulle 133 assunzioni firmate a cavallo della campagna elettorale che ha visto trionfare alle regionali l’attuale governatore Mario Oliverio.  I ‘prescelti’ (quasi tutti indagati) sarebbero stati assunti, senza partecipare ad alcun tipo di concorso pubblico. Contrattualizzati pur non possedendo le competenze e i titoli di studio necessari a rivestire le posizioni professionali attribuite loro in piena violazione del vincolo del blocco delle assunzioni che all’epoca, come ancora tutt’oggi, vigeva all’Asp di Cosenza. Ad imitare Scarpelli sono stati Antonio Perri e Franco Mazza che a loro volta hanno inteso mantenere il silenzio nel corso dell’interrogatorio avvalendosi della facoltà di non rispondere. Mazza, sindacalista di Cetraro attualmente ristretto ai domiciliari, sinora risulta essere l’unico arrestato dei 142 indagati tra i quali appaiono nomi eccelenti quali l’ex dirigente del dipartimento Politiche sociali Vincenzo Caserta, il responsabile regionale dei lavoratori lsu – lpu Pasquale Capicotto e l’ex direttore amministrativo dell’Asp di Cosenza Luigi Palumbo.

 

La difesa degli imputati mira a dimostrare che le irregolarità delle assunzioni sarebbero da attribuire non agli uffici dell’Asp di via Alimena (che hanno segnalato le persone da assumere), ma a quelli del dipartimento Lavoro della Regione Calabria. Da qui infatti sarebbero state inviate senza usare alcun criterio selettivo, se non quello dell”amicizia’, le lettere di assunzione ai 133 aspiranti dipendenti pubblici residenti perlopiù nei Comuni del Tirreno cosentino. in particolare Cetraro e Fagnano. Il processo se così fosse sarebbe di competenza della Procura di Catanzaro dove ha sede la Regione e non di quella di Cosenza. Il governatore Oliverio piu volte informato sulla questione delle assunzioni ‘sospette’ e sollecitato a chiedere al dipartimento lavoro chiarimenti e di indire un bando pubblico per assumere il personale ha sempre ignorato il problema. I lavoratori assunti invece pur non avendo percepito gli stipendi non hanno inteso protestare, ma continuare a testa bassa a ‘lavorare’ in attesa che il politico di riferimento sbloccasse i pagamenti. L’importante, poi in fondo, è aver conquistato il ‘posto statale’. Con tutti i suoi privilegi grazie all’offerta, secondo l’accusa, di una buona manciata di voti. Il gip si esprimerà nei prossimi giorni sulle posizioni dei 142 indagati.

 

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