“Falsa” devota di Padre Pio, deruba i fedeli

COSENZA – La truffa è servita. Nel nome del Signore. L’incipit dato all’articolo non vuole essere una provocazione blasfema nei confronti della religione. In questa storia, di blasfemo c’è solo l’atteggiamneto di una donna che, utilizzando la forte ascendenza di San Pio da Pietralcina sui fedeli, approfita del buon nome del santo frate con le stimmate per spillare soldi.

Sulla donna e sul suo identikit si sa poco, l’unica cosa certa è che in questa sua trappola, sono finiti trante credenti, ferventi devoti di San Pio che, pur di lasciare il proprio obolo per quella che ritengono una buona causa, non hanno esitato a “devolvere” consistenti somme a quella donna, all’apparenza rassicurante. Ma la donna della truffa, oltre all’obolo, ha raggranellato anche altro, approfittando del suo atteggiamneto convincente, è riuscita ad affascinare le sue vittime, al punto da entrare, talmente, in confidenza con loro, tanto da derubarle dei loro risparmi. La mappa dei colpi, riscontrati dalle forze dell’ordine, in base alle denunce pervenute presso gli uffici di polziia e carabinieri, non consce limiti e confini. Da Cosenza alla provincia. L”ultima denuncia raccolta, dagli agenti della squadra Volante di Cosenza, è avvenuta in unappartamento di via Caulonia, una delle tante traverse, che s’intrecciano con il popoloso agglomerato urbano di via degli Stadi. Vittima di turno, una donna. La finta benefattrice, infatti, ha bussato al campanello dell’abitazione della sua vittima. Una volta aperto, la propietaria dell’appartamento, non ha avuto nessuna remora nell’accettare di aprire la sua casa, a quella donna, contenta del fatto che questa le benedisse la casa, portando all’interno della sua abitazione la figura protettiva del Santo. Una volta dentro, per la falsa devota di Padre Pio è stato semplice, individuare il cofanetto di soldi e oggetti di valore che, come per “miracolo” anzichè moltiplicarsi, sono spariti. Arraffatgo il bottino, all’incirca 300 euro e oggetti d’oro, la mente diabolica di questa blasfema truffa, ha frettolosamente lasciato l’abitazione della sua ennesima vittima, allontanandosi di corsa. Solo più tardi, la provera donna truffata si è resa conto che era stata derubata, di tutto. Seppur travolta dalla vergogna e irritata per quella sua leggerezza nell’aprire la porta ad un’estranea, non ha esitato a denunciare il fatto al 113. Gli uomini della polizia di Stato, in base al racconto dell’ultima vittima, hanno notato che il colpo ha tante analogie con un simile evento criminoso, verificatosi recentemente nell’abitazione di un’80enne, residente nell’ultimo lotto di via Popilia.