Dipendenti ‘assunti’ all’Asp di Cosenza a cavallo delle elezioni regionali, 142 indagati

Notificato l’arresto di un noto sindacalista del Tirreno cosentino. Dipendenti senza stipendio non hanno mai protestato.

 

COSENZA – Assunzioni ed elezioni. Centrotrentatre posti di lavoro ‘regalati’ senza alcun criterio. O meglio, assecondando esclusivamente le ‘amicizie’ e le ‘clientele’ dei candidati alle regionali del 2014. Questo il quadro di una vicenda, più volte denunciata, di cui è protagonista l’Asp di Cosenza ed a cui oggi la magistratura ha inteso dare un seguito. Sono state infatti iscritte nel registro degli indagati 142 persone accusate di abuso d’ufficio e falso ideologico che in concorso si sarebbero adoperate per far assumere 133 dipendenti a cavallo delle elezioni del novembre 2014 che hanno portato sullo scranno più alto della Regione Calabria Mario Oliverio. Oltre ai 133 lavoratori, la maggior parte dei quali risiede nei Comuni di Cetraro e Fagnano, l’attenzione della Procura della Repubblica di Cosenza si è concentrata anche sui dirigenti dell’Asp (Gianfranco Scarpelli ex direttore generale, Antonio Perri direttore sede Rogliano, Luigi Palumbo direttore funzionario amministrativo) e della Regione (Pasquale Capicotto settore lsu – lpu, Vincenzo Caserta delegato alle politiche sociali).

 

E su un sindacalista: Francesco Mazza cinquantanovenne di Cetraro il quale è stato posto agli arresti domiciliari. Quest’ultimo non facendo mistero delle ‘anomalie’ nell’assegnazione dei posti di lavoro a presunti amici ed ‘amici di amici’ avrebbe anche imposto le dichiarazioni da rendere alla polizia giudiziaria in caso di interrogatorio. In più Mazza per ‘infilare’ i prescelti nell’ente pubblico avrebbe modificato timbri e date di protocollo. Le assunzioni dei 133 lavoratori sarebbero avvenute senza alcun tipo di necessità da parte dell’Asp di Cosenza di incremento del personale, violando il vincolo del blocco del turn over, della copertura finanziaria e della corrispondenza dei curriculum alle competenze richieste per svolgere la professione. Le richieste di assunzione nonostante i palesi profili di irregolarità trasmesse dall’Asp di via Alimena al dipartimento del Lavoro della Regione Calabria pochi giorni prima delle elezioni andarono tutte a buon fine.

 

Già nell’aprile del 2015 il fenomeno fu analizzato dall’ex tavolo Massicci presso il Ministero dell’Economia e delle Finanze che rilevò l’esistenza di profili di anomalia nella procedure di assunzione dei lavoratori precari riscontrando gravi difetti formali. I dipendenti che risulterebbero tra gli iscritti nel registro indagati, dal canto loro si ritengono vittime. I lavoratori sottolineano infatti di essere parte lesa nella vicenda in quanto dal giorno della loro contrattualizzazione pare non abbiano mai ricevuto alcuna retribuzione. Si tratta di quindici mensilità arretrate di cui attendono ancora, pur continuando a lavorare, la liquidazione. Per discrezione però sino ad oggi non hanno ritenuto opportuno protestare contro la dirigenza in attesa dei pagamenti. Lo faranno il prossimo 22 Dicembre pomeriggio in piazza XI Settembre.