Morto lo scrittore, drammaturgo e regista cosentino Vincenzo Ziccarelli

COSENZA – Una vita dedicata all’arte teatrale e alla passione civile.

Si è spento a Cosenza all’età di 78 anni Vincenzo Ziccarelli, scrittore, drammaturgo e regista cosentino ma anche protagonista della politica; è stato infatti consigliere comunale e presidente della Provincia di Cosenza. Domani, 7 gennaio, sarà allestita la camera ardente, dalle 10 alle 16, nella sala del Consiglio Provinciale di Cosenza.

 

“E’ con profondo dispiacere che apprendo della scomparsa di Vincenzo Ziccarelli, non solo un riferimento indiscusso di quella drammaturgia teatrale che ha saputo superare i nostri confini territoriali, ma esempio di delicata e rara sensibilità, fine indagatore dell’animo umano” ha commentato il sindaco di Cosenza Mario Occhiuto esprime il proprio cordoglio per la scomparsa del “Mi piace ricordare – aggiunge il Sindaco – che la citta’ di Cosenza, attraverso la Commissione Cultura del Comune, nel gennaio 2013 aveva rivolto al maestro Ziccarelli un momento che, al di la’ della semplice premiazione, aveva inteso essere soprattutto un pubblico tributo di riconoscenza a una personalita’ non compresa sempre fino in fondo. Da parte nostra non mancheranno le iniziative di conservazione della memoria nei riguardi di un intellettuale di spessore che continuera’ a vivere principalmente nelle opere che ci ha lasciato. Alla famiglia giungano le piu’ sentite condoglianze da parte mia e della Giunta”.

 

Di Vincenzo Ziccarelli Walter Pedulla’, saggista e critico letterario calabrese, gia’ Presidente della RAI negli anni novanta, diede la seguente definizione: “Vincenzo Ziccarelli e’ una miscela di fede alla maniera di Gioacchino da Fiore, di tenace attaccamento ai princi’pi secondo Tommaso Campanella e di ansia di assoluto quale e’ quella che Corrado Alvaro attribuisce ai suoi corregionali.” Con lui la vita non e’ stata mai generosa. Prima subi’ la perdita improvvisa e tragica di un figlio in giovanissima eta’, poi vennero il dolore e la sofferenza per la moglie ammalata alle cui cure Vincenzo si e’ completamente dedicato, fino alla dolorosissima scomparsa dell’amata consorte Neanche la sua citta’ fu benevola con lui poiche’, per troppo tempo, trascuro’ la sua produzione artistica e letteraria, nonostante egli fosse uno dei pochi autori calabresi a cui, qualche anno fa, la rivista “Sipario”, che e’ una sorta di “bibbia” del teatro italiano, dedico’ un intero numero monografico, in cui si trova racchiusa e sintetizzata tutta la sua produzione teatrale. Tra i suoi testi piu’ celebri, divenuti poi anche apprezzati allestimenti teatrali, ricordiamo, in particolare: “Un caso di morte apparente”, “Francesco e il Re” (memorabile la prima versione con Nando Gazzolo e Salvatore Puntillo), poi ripreso a distanza di anni da Ugo Pagliai, Paola Gassman e Philippe Leroy, “Signori, la mafia!”, “La casa di pietra” (che al suo debutto fu interpretato dal compianto Gianni Musy), “Volevo conoscerti meglio”, “Cristina ‘a spedesa”, titolo cult che colleziono’ una serie ininterrotta di repliche al teatro “Rendano”, totalizzando circa 50 mila spettatori, che vide protagonista, nel suo primo storico allestimento, la svedese Solvi Stubing, diventata famosa per aver interpretato lo spot della Birra Peroni. Cristina ‘a spedesa ebbe anche il privilegio di essere replicato per un’intera settimana al Piccolo Eliseo di Roma, primo lavoro in dialetto calabrese ad essere rappresentato nei circuiti ufficiali dei teatri della capitale. Apparentemente schivo e solitario, Ziccarelli e’ stato anche un politico tenace e coraggioso, profondamente autonomo ed onesto intellettualmente.

 

Rivesti’ la carica di consigliere comunale a Palazzo dei Bruzi, fu presidente della Provincia di Cosenza e, da ultimo, fu Presidente del Teatro Stabile di Calabria, l’allora Consorzio Teatrale Calabrese. La sua ultima battaglia fu il suo impegno a sostegno della campagna di solidarieta’ nei confronti dell’amico scrittore calabrese Saverio Strati, costretto a vivere ai limiti dell’indigenza nella sua casa di Scandicci a Firenze, a cui grazie proprio a quella mobilitazione che vide Vincenzo Ziccarelli in prima linea, venne riconosciuto il vitalizio previsto dalla legge Bacchelli. Recentemente la Commissione Cultura del comune di Cosenza gli aveva attribuito una targa-tributo per la sua attivita’ culturale e politica. Proprio in quell’occasione, prima di congedarsi, Ziccarelli disse di se’: “sono un pessimista che si da’ forza e mi sento a volte come quel pugile interpretato da Vittorio Gassman nel film “I mostri” di Dino Risi che resiste ad oltranza per evitare di finire al tappeto ed esclama “son contento!”.

 

“Con lui scompare una delle personalita’ cosentine e calabresi piu’ alte ed importanti della drammaturgia contemporanea, assai apprezzata anche ben oltre i confini regionali”. Lo ha detto il presidente della Provincia di Cosenza, Mario Oliverio, in merito alla scomparsa di Vincenzo Ziccarelli. “Un uomo ed un intellettuale – ha aggiunto – attaccato fortemente alle sue radici, amante della propria liberta’ e della propria autonomia che, attraverso il proprio impegno politico e culturale ha saputo parlare della Calabria e degli ultimi di questa terra in termini davvero originali e positivi. In tutte le sue opere, infatti, egli ha saputo mettere a nudo, a volte con sagacia ed ironia sferzante, altre con rabbia ed irritazione, quello che lui stesso amava definire “il disordine paralizzante” di questa terra. Con grande sensibilita’ e delicatezza ha saputo indagare e portare alla luce i difetti piu’ reconditi del nostro carattere, troppo spesso affetto da un male antico, il male dell’anima che e’ la morte lenta della speranza, il venir meno della fiducia in se stessi, la incapacita’ di sfidare il futuro, di uscire dall’inerzia e dalla rassegnazione. Descrivendo questo mondo chiuso, spesso incline alla commiserazione, incapace di ribellarsi, egli ha voluto esorcizzarlo, per rivendicare il diritto dei forti di spirito e di cuore agli spazi della partecipazione creativa”.