Vittorio Sgarbi a Cosenza: quando il “sogno” non diventa realtà

Lo scorso febbraio Vittorio Sgarbi a Cosenza non fece altro che parlare di sogni…più che mai oggi il critico d’arte mette in pratica le sue parole: la sua presenza in città è un sogno

COSENZA – Sognare…sogni, speranze, ottimismo e bellissime parole che preannunciavano un impegno nel riportare alla ribalta un centro storico che lentamente si sta spegnendo. Qualcuno non ci aveva dato credito sin dall’inizio, qualcuno aveva mostrato grande entusiasmo, qualcun altro si era convinto e aveva creduto in lui. Fatto sta che dal passato 8 febbraio 2016, giorno in cui Vittorio Sgarbi pronunciò determinate parole, poi seguì il nulla totale.

sgarbi-a-csCi sono – disse quel giorno – tre cose che non si possono imporre: sognare, amare e leggere.” La parola chiave di allora fu per Sgarbi “sognare” ed oggi più che mai la sua presenza a Cosenza è un sogno, nel senso che possiamo proprio sognarci di vederlo qui e interessarsi della città. Ultimamente il tema “Sgarbi e centro storico” è un tema molto discusso. Ognuno dice la sua, ma lui il vero protagonista tace.

Ogni tanto spunta, fa il suo spettacolino, dichiarando dimissioni false; annuncia progetti futuri e ritorna nella sua realtà, che non è certamente la nostra. Il sindaco ha piena fiducia in lui, lo difende a spada tratta affermando in consiglio che “non serve che stia qui. In città ci siamo già noi.”

Mentre da canto suo Vittorio Sgarbi scarica la sua assenza fisica e mentale alla mancanza di fondi da investire: “Il centro storico di Cosenza – scrisse sulla sua pagina facebook – ha un valore simbolico e una condizione reale. Senza finanziamenti speciali o il bilancio dell’amministrazione è difficile anche l’attività di manutenzione. Io, quindi, non posso farmi carico di aspetti amministrativi che riguardano le diverse funzioni del sindaco e di altri assessori. Il mio compito può essere quello di indicare prospettive e prospettare soluzioni.” (Neanche questa cosa minimamente fatta: mai indicate prospettive o possibili soluzioni).

In poche parole senza soldi non si canta messa. Allora la soluzione la propongono i cittadini stessi: “dato che il signor Sgarbi è ufficialmente assessore alla tutela del Centro Storico, attività culturali del centro storico e coscienza critica di Cosenza, prendendo il suo bel stipendio di (2.400 euro mensili circa), qual è il suo ruolo qui? Il suo stipendio potrebbe essere impiegato in altro modo?”

crollo-centro-storico-csE mentre il centro storico crolla e ha una serie di problematiche che conosciamo benissimo, note e stranote; Vittorio Sgarbi è in giro su tutte le tv nazionali a parlare proprio di crolli (ovviamente non dei nostri, lungi bene dal nominare Cosenza). Riconosciamo al grande critico d’arte il suo spessore, la sua intelligenza e bravura in materia, ma esiste anche arte nella città bruzia e andrebbe tutelata e salvata.

E allora i cittadini si appellano al sindaco: “Quanto ancora dovrà andare avanti questa pantomima di Sgarbi? Incaricate un assessore che ha davvero a cuore la nostra città e se ne occupi; così anche il suo stipendio non andrà sprecato”.

Ma d’altronde al signor Sgarbi piace “sognare” e anche noi continuiamo a sognare con lui: infatti continuiamo a vivere tra illusioni e sogni, speriamo che prima o poi Cosenza si svegli e viva la vita reale.