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All’Ospedale non funziona la Tac, si allungano i tempi d’attesa. Pazienti esasperati

I pazienti lamentano l’ennesimo disservizio dell’Annunziata di Cosenza: “Tac guasta, esame rimandato”. I casi urgenti sono costretti a recarsi in strutture private

COSENZA – All’Ospedale Annunziata di Cosenza, da qualche settimana, non funziona più la Tac. Il macchinario tomografia computerizzata (TC o TAC) è una tecnica di diagnostica per immagini che consente di esaminare varie parti del corpo per la diagnosi e lo studio dei tumori e di numerose altre patologie. È un esame radiologico in cui i dati raccolti dal passaggio di vari fasci di raggi X, nell’area interessata, sono rielaborati da un computer; in modo da ricostruire un’immagine tridimensionale dei diversi tipi di tessuto.

L’esame consente di studiare qualunque parte del corpo umano. Dunque è molto importante, per pazienti oncologici, effettuare tale esame periodicamente. Fissare una Tac all’Annunziata di Cosenza richiede, già di per se’, lunghissimi tempi d’attesa (per Moc o Tac si arriva anche ad aspettare un anno); se capita poi che il macchinario non funzioni o si rompa una qualche parte, i tempi si allungano ancora di più.

ospedale Annunziata CosenzaDiversi pazienti, infatti, ci hanno segnalato il guasto e il disagio che ciò gli ha creato. Sono stati costretti a rinviare l’esame addirittura una decina di giorni dopo. E’ naturale l’esasperazione, soprattutto dei casi urgenti, che hanno avuto una sola scelta possibile: ricorrere a strutture private (così – come di consuetudine – le casse del privato si gonfiano, sempre e solo a discapito del malato).

Invece i pazienti non ‘urgenti’, hanno deciso di attendere il tempo, loro indicato, per la riparazione del macchinario. Ma, comunque, appaiono indignati e stufi delle solite difficoltà riscontrabili nel nostro sistema sanitario: “Sempre i soliti problemi – ha dichiarato un paziente in attesa di Tac – mancano gli attrezzi primari per un servizio sanitario decente. Si rompe un macchinario, ci sta, ma possibile che in un ospedale non ve ne sia un altro a disposizione? E chi deve effettuare a forza l’esame in un tempo stabilito e non ha i soldi per andare dal privato che fa? Ci muore? Inoltre, prima di fare la Tac vanno fatte analisi, che ora dovremmo ripetere, perchè passa troppo tempo…povero braccio mio, stiamo di continuo a bucarci; povero portafoglio mio, di continuo soldi per esami…”

E molti altri hanno mostrato la stessa esasperazione. Esasperazione dovuta ad un susseguirsi di disservizi dell’Annunziata, per cui questo, viene considerato l’ennesimo. La responsabilità di tale disorganizzazione pubblica è da ricercarsi in buona parte nella pessima gestione dell’Azienda sanitaria locale che ha portato la Regione a sforare il tetto massimo di spesa previsto, costringendo il Governo ad attuare politiche di contenimento dei costi.

Ovviamente la politica di contenimento ha avuto come riflesso un immediato ridimensionamento del numero di prestazioni sanitarie erogate, causato sia dalla mancanza di un numero sufficiente di personale che dall’inadeguatezza delle strumentazioni e delle strutture rispetto alla richiesta pervenuta. Da qui si spiega il fatto che l’ospedale disponga di una sola Tac.

Ma non è certo una novità, lo sanno tutti, qui in Calabria il diritto alla salute non viene tutelato da anni; da anni vi sono ingenti spese per la sanità pubblica e, tuttavia, non si ha disposizione neanche una seconda Tac. Da anni, infine, gli unici che ne fanno veramente le spese sono sempre e solo i malati.