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Emergenza casa, tutte le cifre del problema

La denuncia: ci sono migliaia di immobili da recuperare e altrettanti cittadini in lista d’attesa. Che fa l’assessore delegato?

COSENZA – Prendo Casa torna all’attacco. Il suo bersaglio, stavolta, è Francesco Caruso, già presidente della Commissione bilancio e attuale assessore al Decoro urbano e all’Emergenza abitativa della giunta Occhiuto. “È stato nominato a luglio”, esordisce la nota, “possibile che in questi mesi non abbia preso piena conoscenza di questo problema?”.

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Francesco Caruso

I militanti del comitato criticano soprattutto “il silenzio assordante” dell’assessore e perciò, prosegue la nota, “qualora non avesse chiari i problemi che affliggono la nostra città in materia di emergenza casa, è bene ricordarglieli”.

 

Ecco i dati dell’emergenza, secondo Prendo Casa: “Il Comune spende mensilmente oltre 20mila euro, quindi 240mila annui, per pagare gli affitti (che durano da decenni) delle cosiddette emergenze abitative. In questo bacino ci sono ormai da anni oltre 70 famiglie, alle quali il Comune paga mensilmente l’affitto, e almeno il doppio sono le famiglie che hanno presentato domanda, sono in lista, ma non percepiscono contributi per mancanza fondi. Naturalmente non mettiamo in discussione il diritto di queste famiglie, ma le politiche esclusivamente emergenziali e speculative che ruotano attorno al bisogno casa”.

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Il Comitato Prendo Casa in azione

Infatti “È possibile che si spenda denaro pubblico  ogni mese  per pagare gli affitti, quando nel giro di pochi anni il Comune, con le stesse cifre  avrebbe potuto recuperare palazzi vuoti e inutilizzati , assegnandoli alle famiglie aventi diritto?”. La risposta alla domanda riapre una vecchia polemica, aperta dai media cittadini: “Molti dei palazzi di cui ancora si paga l’affitto sarebbero già di proprietà comunale da anni, se si fosse investito nella risoluzione del problema anziché nel suo mantenimento, Ne è esempio il palazzo di Scarpelli e Pianini, sito in via Rivocati, per larga parte inagibile e in cui, al momento, alloggia solo una famiglia. Questo stabile costa alle casse comunali ogni anno100mila euro”.

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Un palazzo occupato da Prendo Casa

Ed ecco un altro affondo: “A chi giovano queste scelte? Certamente non al bilancio dell’ente né tantomeno a chi vive il dramma dell’emergenza abitativa. Sicuramente invece ai vari palazzinari che da decenni gestiscono questa città”.

Eppure un’alternativa, suggerisce il Comitato, ci sarebbe: “Nella sola Cosenza ci sono oltre 20mila stanze vuote tra immobili pubblici e privati, mentre i nuclei in graduatoria sono 1.200, altri 300 in emergenza abitativa e le previsioni sugli sfratti (circa 750 nuclei sotto sfratto esecutivo nel 2015) sono in continua crescita”. Alla luce di questi dati “le parole d’ordine non possono che essere: acquisto, autorecupero e requisizione degli immobili sfitti e inutilizzati”.

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Da sinistra: Luciano Vigna, Mario Occhiuto

Non manca una tirata d’orecchi all’ex vicesindaco: “È incredibile come nessuno parli della svendita del patrimonio pubblico avviato nella scorsa consiliatura dall’assessore al bilancio Vigna, comprese le case popolari, facendo saltare anche la più remota possibilità di turnover nelle assegnazioni, oppure degli oltre 6 milioni di euro che i privati devono al comune per oneri di urbanizzazione mai versati”.

Ma il Comitato non addossa le responsabilità solo a Palazzo dei Bruzi: “Perché non si chiede conto alla Regione dei 155 milioni di euro destinati alla costruzione e all’acquisizione di case popolari ? milioni di euro fermi da anni?”.