Ex albergo trasformato in centro d’accoglienza e affidato alla famiglia Morrone

Lo scorso anno ad Aprigliano è stata chiusa a causa delle precarie condizioni igienico sanitarie la struttura gestita da una cooperativa riconducibile ai Morrone.

 

SAN MARCO ARGENTANO (CS) – Migranti ospitati in una struttura ubicata nel Comune di San Marco Argentano. “L’attivazione dei Centri di Accoglienza Straordinaria (CAS) viene stabilita dal Prefetto – chiarisce in una nota la Prefettura di Cosenza – a seguito delle urgenti comunicazioni del Ministero dell’Interno che preannunciano l’arrivo dei migranti da ospitare. Gli Amministratori locali dei territori interessati vengono, quindi, preavvertiti con immediatezza. Nel caso del trasferimento dei migranti presso il CAS di San Marco Argentano, questa Prefettura, allertata in data 22 agosto, sull’imminente arrivo di un gruppo di migranti provenienti dallo sbarco di Catania, ha subito contattato per le vie brevi il Sindaco del citato Comune chiedendo notizie sulla fruibilità della struttura. Il Comune di San Marco Argentano ha immediatamente trasmesso una autorizzazione all’esercizio dell’attività alberghiera per un totale di 15 posti letto.

 

Si è provveduto, quindi, nella giornata del 23 agosto scorso, il trasferimento dei 15 migranti presso l’hotel “L’incontro”, avvenuto nella tarda serata del medesimo giorno. Per quanto concerne l’ubicazione decentrata della citata struttura alberghiera che non consentirebbe un’adeguata socializzazione dei migranti, questa Prefettura manifesta la più ampia disponibilità a valutare ulteriori strutture che l’Amministrazione comunale di San Marco Argentano, nell’ambito di un costruttivo rapporto interistituzionale, riterrà di poter indicare”. Quello che però non spiega la Prefettura di Cosenza è il perché la gestione del centro di accoglienza sia stata affidata ai titolari della clinica Villa Sorriso di Montalto Uffugo ovvero la nota famiglia Morrone. Una delle cooperative riconducibili ai politici cosentini Ennio (consigliere regionale) e Luca (consigliere comunale), la Sant’Anna, infatti pare si occupasse del centro di accoglienza di Aprigliano. Si tratta del centro per migranti che, si ricorda, fu chiuso per le precarie condizioni igienico sanitarie in cui erano costretti a vivere gli ospiti dalla stessa Prefettura di Cosenza. Tra le irregolarità che furono accertate all’epoca nell’ex ristorante il Capriolo vi erano finti scarichi fognari e false documentazioni prodotte per avere il certificato di agibilità dal Comune, abusi edilizi.