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“Noi il pizzo non lo paghiamo”, fuoco su una pizzeria di viale Cosmai

COSENZA – Lunedì ad andare in fiamme era stata una macelleria di via Popilia.

Solo ventiquattro ore prima una bottiglia di carburante con un accendino era stata rinvenuta di fronte ad un negozio del centro. Ieri, invece, a subire il ‘sollecito di pagamento’ è stata una pizzeria di viale Cosmai. Le fiamme ne hanno avvolto la saracinesca nel cuore della notte rendendo necessario l’intervento dei vigili del fuoco. Alla luce delle dichiarazioni rese degli inquirenti nel corso dell’operazione Magnete che ha portato all’arresto, il 17 luglio scorso, di Armando Giannone, Santo Cozza, Mario Musacco e Caterina Palermo moglie del boss ‘Franchino’ Perna, pare che in città nessuno sia esentato dal pagamento della ‘protezione’. E proprio su questa pista pare che si stiano muovendo le autorità per venire a capo dell’escalation di intimidazioni registrata negli ultimi giorni in città. Parrebbe però che, in queste settimane, le modalità di richiesta di denaro stiano cambiando. Se prima, da quanto emergeva dalle intercettazioni ambientali e telefoniche raccolte nel corso dell’inchiesta Magnete, agli estortori bastava uno ‘sguardo’ per riscuotere i pagamenti, tra abbracci e strette di mano, le fiamme in viale Cosmai testimonierebbero che qualcosa si è inceppata nella routine dell’attività estorsiva in città. Tra gli inquirenti si ventila la possibilità di una guerra di racket tra ‘ndrine ed imprenditoria. Il business è business, anche in tempi di crisi.