ASCOLTA RLB LIVE
Search

Chiude il Tribunale di Rossano, Corbelli insorge: “Un regalo alle ‘ndrine”

COSENZA – Da Roma nessun segnale, nonostante la precarietĂ  della sibaritide.

Il leader del Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, interviene a difesa del Tribunale di Rossano, che considera “un fondamentale presidio antimafia e di legalita’ in una zona della Calabria a forte rischio criminalita’”, giudica un “segnale importante la recente nomina, da parte del Procuratore Generale della Corte di Appello di Catanzaro, di Eugenio Facciolla, un magistrato antimafia simbolo, a Procuratore reggente della Procura della Repubblica rossanese”. Corbelli definisce la eventuale cancellazione del Tribunale di Rossano “non solo un fatto grave e assolutamente ingiustificato, ma un vero e proprio regalo alla mafia”. “La difesa del Tribunale di Rossano significa difendere la legalita’ e mantenere alto l’impegno antimafia in un territorio della Calabria dove forte e’ la presenza della criminalita’ organizzata. Per queste ragioni non si riesce a capire e accettare la decisione del Governo di voler chiudere il Tribunale di Rossano. Le ultime recenti, importanti operazioni di polizia, carabinieri, guardia di Finanza e altri corpi dello Stato, coordinate dalla Procura della Repubblica di Rossano, dimostrano quanto sia importante il mantenimento in vita del Tribunale rossanese. Chiuderlo significa fare un regalo alla mafia. L’importanza di questo presidio antimafia e di legalita’ e’ dimostrata dalla opportuna e significativa scelta fatta dalla Procura Generale di Catanzaro di nominare procuratore reggente della Procura della Repubblica di Rossano un magistrato capace, di grande esperienza, simbolo della lotta alla mafia, come Eugenio Facciolla. Per questo il Governo deve rivedere la sua decisione e scongiurare la chiusura del Tribunale di Rossano. Sino a quando questo risultato non sara’ stato raggiunto in modo certo – conclude Corbelli – non bisogna assolutamente abbassare la guardia e continuare la civilissima battaglia a difesa del presidio di giustizia rossanese, che ho sempre condiviso e sostenuto”.