All’IIS di Castrolibero in mostra le “Storie di Sport al tempo del nazismo” (AUDIO)

Una mostra fotografica curata da Barbara Trevisan, ex pallavolista e ora docente di Scienze Motorie in una scuola media di Firenze.

CASTROLIBERO (CS) –  Si intitola “Campioni nella Memoria – Storie di atleti deportati nei campi di concentramento” la suggestiva mostra fotografica che l’Aula Magna “A. Cannata” dell’Istituto d’Istruzione Superiore di Castrolibero ospiterà fino al prossimo 20 febbraio. Si tratta di una raccolta di immagini di grande valore storico e sociale che racconta i volti di uomini e donne di sport, deportati nei campi di concentramento nazisti. Atleti e atlete che nonostante la terribile condizione di prigionieri sono stati protagonisti di incontri sportivi e gare atletiche, dei quali la mostra rappresenta un’importante traccia.

Dell’iniziativa ne ha parlato ai microfoni di Rlb Radioattiva, la professoressa Elena Cocca, docente di Scienze Motorie.

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L’esposizione fotografica anticipa l’appuntamento con la curatrice Barbara Trevisan, coinvolta emotivamente nelle vicende narrate dalle immagini perchè figlia di deportati. E l’Istituto di Castrolibero, che da due anni è anche Liceo dello sport, ha inteso farsi promotore di una giornata di riflessione e confronto in programma sabato prossimo 20 febbraio alle 9.30 e denominata proprio “Campioni nella Memoria – Sport e giochi olimpici nell’Europa in guerra”.

L’incontro sarà aperto dai saluti del dirigente scolastico, Iolanda Maletta, della dirigente dell’IC Castrolibero, Emilia Federico, del sindaco Giovanni Greco, del dirigente dell’Apt di Cosenza Luciano Greco e del consigliere nazionale del Coni, Giuseppe Abete. La giornata prevede anche la proiezione di filmati sul tema olimpico curati dallo staff tecnico del Coni Cosenza e commentati dal professor Giuseppe Stamile e la presentazione di un elaborato multimediale che ha vinto il progetto USR Calabria “I giovani incontrano la Shoah” realizzato dagli alunni della classe II del liceo, coordinati dalla professoressa Mancino.