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Castrolibero, recinta un terreno e scatta il sequestro. Dentro ci sono sei maremmani

La vicenda iniziata qualche tempo fa con l’invito da parte dell’amministrazione comunale di Castrolibero al signor Giuseppe Martino, a cessare alcuni lavori di recinzione in un’area situata in località Patissa in via Feudo a Castrolibero. A farne le spese 6 maremmani abruzzesi

 

CASTROLIBERO (CS) – Oggetto della discordia un terreno, un’area di proprietà di L.M. e sulla quale il signor Giuseppe Martino, che nei giorni scorsi ha diffuso un video sui social, avrebbe gestito in qualità di ‘accomodatario’ iniziando ad effettuare lavori di recinzione. Il Comune e i Vigili urbani però, a seguito di diversi accertamenti, lo avevano già ‘invitato’ ( in data 11 ottobre 2019), a sospenderli immediatamente e ripristinare lo stato dei luoghi. Ma il signor Martino ha deciso di andare avanti e, ignorando l’ordinanza (n.111 del 10 ottobre 2019), ha proseguito nei lavori. Oltre alla recinzione infatti, sull’area è stato realizzato un alloggio con alcuni box per cani, dove, secondo il verbale di sequestro della Polizia Municipale di Castrolibero, il signor Martino ha portato i suoi 4 maremmani, che risultano regolarmente microchippati e con pedigree.

E proprio i cani sono stati in questi ultimi giorni, le vere ‘vittime’ della discordia, perché l’area è stata posta sotto sequestro e da martedì 29 ottobre e fino a ieri, 4 novembre, i sei (e non quattro) maremmani abruzzesi non hanno potuto ricevere cibo e acqua. Questo perchè nell’atto del sequestro non era stata prevista e messa per iscritto l’autorizzazione al proprietario dei cani di poter eludere i sigilli ed entrare nell’area per rifocillare gli animali. Il pm solo ieri ha autorizzato il proprietario ad entrare nei box, in orari prestabiliti e accompagnato.

Dal canto suo, il signor Martino, ha dichiarato “di essere accomodatario del terreno e di avere la responsabilità delle opere effettuate (e dunque non sarebbe il proprietario). Le opere – secondo quanto da lui dichiarato – non hanno rilevanza catastale perchè realizzate con pali in legno infissi nel terreno e rete pastorale, e senza materiale cementizio”. Inoltre, avrebbe motivato la recinzione dell’area per “proteggerla dagli incivili che sono soliti gettare lì i rifiuti specificando che tutto il materiale è facilmente rimovibile”. La collocazione dei cani infine, sarebbe – sempre a suo dire – “di carattere temporaneo”. Il sequestro dell’area e di conseguenza del ricovero dei cani, ha fatto sì che nei 5 giorni successivi nessuno potesse entrare nell’area e rifocillare i 6 cani che il signor Martino non ha voluto trasferire. Sequestro che è stato convalidato ma che da ieri, però, consente al proprietario di accedere per dar da mangiare, pulire e accudire i poveri animali.

Alla luce di una controversia legata al terreno che vede contrapposti il signor Martino al Comune di Castrolibero e alla Polizia Municipale, probabilmente, la soluzione potrebbe essere quella di trasferire i cani in un luogo idoneo e sicuro, dove i 6 bellissimi pastori maremmani possano usufruire di un giusto spazio, di un ricovero adatto e delle cure necessarie. Ma non sembra essere finita qui.

Perchè il signor Martino non ha inteso trasferire gli animali in un luogo diverso da quello sottoposto a sequestro nonostante sia stato ritenuto un abuso edilizio. Il sindaco di Castrolibero, Giovanni Greco, ha ribadito che, a prescindere dal fatto che la recinzione e la realizzazione dei box è un abuso, quei cani non sono al sicuro detenuti in quel modo e non viene loro garantita l’idonea collocazione per il loro benessere. Dall’altra parte c’è il signor Martino che accusa pubblicamente su Facebook il Comune di “maltrattamento sugli animali di sua proprietà”. In realtà sembra essere una mera contesa ed in mezzo ci sono sei cani che avrebbero bisogno di spazio, di correre e di vivere in un luogo adeguato.