In manette quattro “signori della mazzetta” cosentina

CASTROLIBERO – Scacco matto alla mala. Due imprenditori, padre e figlio, grazie al loro coraggio di denunciare soprusi, intimidazione e richieste continue di “tasse” per la tranquillità, sono riusciti ad uscire dal

tunnel della paura in cui erano stati imprigionati. A riportarli alla luce, c’hanno pensato i carabinieri della stazione di Baronissi che, in stretta collaborazione con i detective della Benemerita di Mercato San Severino, e i militari dell’Arma della Compagnia di Salerno, hanno arrestato, in flagranza di reato, quattro cosentini, partiti dalla città e spintisi fino in Campania, per “intascare” la mazzetta. Le manette ai polsi, su disposizione del procuratore capo di Salerno, sono scattate per Annunziato Stancato, 37 anni, di Cosenza, per il 42enne Angelo Stancati di Castrolibero, per il 39enne Francesco Santise, di Casole Bruzio e per il 25enne cosentino Andrea De Cicco. I quattro malviventi, infatti, erano arrivati in Campania, per riscuotere, come detto, la tassa della tranquillità, dai due imprenditori che avevano fatto un investimento multimilionario per rilevare un lussuoso albergo nella Valle dell’Irno, terra di confine tra i comuni di Salerno e Avellino. La “tassa” era di 30mila euro, non trattabili. Gli imprenditori, contattati dai loro aguzzini, d’accordo con la Procura di Salerno e i carabinieri di Baronissi, hanno fatto finta di accettare di pagare, facendo scattare la trappola. Ieri mattina, infatti, i due imprenditori, come da accordi presi con i malviventi, hanno atteso i loro aguzzini, all’interno della loro struttura alberghiera. Credevano che riscuotere la mazzetta sarebbe stato un gioco semplice e veloce, confidando, soprattutto, nella voglia dei due imprenditori di essere lasciati in pace. Non potevano, però, immaginare che tra tutto quel personale di servizio, c’erano i carabinieri “travestiti” da personale della struttura. I quattro malviventi, arrivati all’appuntamento in perfetto orario, hanno fatto cenno ai due imprenditori che erano quelli della mazzetta. Seguendo il copione, scritto dai carabinieri, i titolari dell’albergo, hanno fatto finta di accettare, invitando i loro aguzzini in un posto più sicuro, distante da occhi e orecchie indiscrete. La consegna del denaro e la conseguente “pax” per la tranquillità è stata anche “bagnata” da un cocktail. I malviventi, con gli assegni in tasca e la convinzione di aver fatto bingo, prima di raggiungere l’uscita della struttura alberghieri, sono stati circondati dai “falsi” addetti della struttura che,m qualificatosi come carabinieri li hanno arrestati. Gli arrestati ora sono in carcere. Dell’inchiesta si occupa il sostituto procuratore della Repubblica di Salerno, Franco Roberti. Per i due imprenditori di Castrolibero è la fine di un incubo, un maledetto incubo che andava avanti da anni, da quando, infatti, i due, titolari di alcune imprese a Castrolibero, stanchi di vivere sotto la morsa del ricatto e della paura, avevano deciso di lasciare la Calabria per iniziare una nuova avventura imprenditoriale nella Valle dell’Irno. Ma non avevano fatto i conti con la bussola della mala che, purtroppo, riesce a rintracciare le sue vittime. Oggi lo Stato ha dimostrato di esserci.