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I malati di tumore di Rende e Montalto ‘invadono’ la processione (FOTO)

Durante i festeggiamenti nel quartiere Sant’Antonello di Montalto Uffugo provocatori manifesti funebri sono stati appesi lungo il percorso della processione in segno di protesta

 

MONTALTO UFFUGO (CS) – Muoiono ignorati dalle istituzioni. I loro tumori terrorizzano i vicini di casa che condividono la disgrazia di abitare all’interno del quadrilatero dei veleni. Tra Rende e Montalto Uffugo sono ormai diverse decine i casi di patologie oncologiche tra le famiglie che vivono a ridosso dell’ex Legnochimica, della centrale a biomasse, dell’area dell’ex inceneritore mai bonificato, del depuratore di Coda di Volpe, della fabbrica di peptina Silvateam, della bioraffineria e degli impianti di Calabria Maceri. Ieri mattina hanno deciso di far sentire la propria voce con un’azione dirompente. Durante i festeggiamenti per celebrare San Antonio di Padova hanno tappezzato il percorso della processione eucaristica con una serie di provocatori manifesti funebri firmati dagli attivisti dell’associazione ambientalista Crocevia.

 

 

Stanno venendo a mancare i cittadini di Rende e Montalto. Ne danno il triste annuncio i numerosi malati oncologici, l’ex legnochimica, il depuratore di Coda di Volpe e la centrale a biomasse. Si dispensa dalle royality, non raddoppi, ma opere di bonifica”. Questo il testo dei cartelli apparsi tra le strade del quartiere Sant’Antonello dove gli attivisti hanno allestito sabato e domenica un banchetto per divulgare informazioni e raccogliere adesioni. “Un’iniziativa – spiegano – organizzata non per strumentalizzare amministrazioni politiche o feste religiose come, ma per farvi aprire gli occhi su una grave problematica ambientale e i mali oncologici incurabili che ne vengono fuori, che non guardano in faccia ne sindaci ne cittadini, Agite adesso, non lamentatevi dopo. L’unione fa la forza”.

 

 

I manifesti funebri sono stati posizionati nei punti in cui si è registrato il maggior numero di decessi e di patologie oncologiche. Nel frattempo dopo aver attivato per anni una serie di esposti in Procura, contestazioni, segnalazioni alla Commissione Europea e denunce pubbliche stanno conducendo una ricerca con l’UniversitĂ  della Calabria attraverso dei licheni e delle piante particolari per capire che tipo di metalli pesanti sono presenti nella zona. “SarĂ  un caso, ma per me non lo è, – dichiara uno degli attivisti dell’associazione Crocevia – avere nell’arco di pochissimi metri da queste grosse aziende tanti malati oncologici. Non ci serve un luminare per dire che i tumori in questa zona sono verosimilmente provocati dall’aria malsana che ci costringono a respirare. Non abbiamo ad ora traccia di un registro tumori pubblico e stiamo cercando di interfacciarci con l’Asp di Cosenza per confrontare i nostri dati con quelli da loro raccolti”.