Elezioni Rende e Montalto, cittadini ignorati: «Vogliamo morire di vecchiaia, non di tumore»

Da anni lamentano l’aumento di patologie oncologiche e cattivi odori chiedendo interventi a favore della salute pubblica, ma anche i candidati tacciono sui i problemi di depuratore ed ex Legnochimica

 

RENDE (CS) – «Delusione da parte degli ambientalisti di Crocevia in merito ai programmi elettorali presentati dai candidati a sindaco del Comune di Montalto Uffugo. Se da un lato – scrivono gli attivisti delle associazioni Crocevia e Ro.Mo.Re – il programma della candidata a sindaco di Montalto Uffugo Lirangi nulla prevede sul tema ambientale ed in particolare sulle due vicende che interessano maggiormente anche i cittadini montaltesi, ovvero i cattivi odori provenienti dal depuratore Consortile e dalla ex Legnochimica, il programma dell’altro candidato Ugo Gravina invece è molto vago. Anzi a dire il vero, il candidato Gravina promette la massima attenzione per un problema nato proprio sotto le sue precedenti amministrazioni, limitandosi ad annunciare la creazione di confronti aperti con gli altri candidati alla carica di Sindaco di Montalto nonché con il futuro Sindaco del vicino comune di Rende e con gli organi Provinciali e Regionali.

 

Sarebbe bene che il candidato Gravina sapesse che prima o poi la campagna elettorale finisce e allora, se eletto, dovrà veramente affrontare il problema ma non solo col futuro Sindaco di Rende ma anche con tutti gli altri Sindaci dei comuni consorziati. A questo punto, allora, il candidato Gravina dovrà per forza riconoscere l’inadeguatezza dell’impianto di depurazione di contrada Coda di Volpe ed ammettere l’impossibilità del tanto pavimentato potenziamento attraverso la realizzazione di altre vasche dello stesso depuratore, per tutte le problematiche di cui, si spera, sia a conoscenza. Più coraggioso invece, appare il Sindaco uscente di Montalto Uffugo Caracciolo se non fosse per le numerose gaf commesse. Riteniamo che il candidato Caracciolo debba spiegare prima di tutto al suo staff e poi ai suoi elettori che gli impianti di depurazione sono classificati come industrie insalubri di prima categoria e quindi vanno ubicati a 2000 metri dai centri abitati.

 

 

Si tenga conto, caro Sindaco, che i criteri ubicativi per i nuovi siti di trattamento dei rifiuti (reflui compresi), valgono anche per gli impianti già esistenti soggetti a modifiche sostanziali. La delibera CIPE n. 60/2012 prevede nell’area di Coda di Volpe la realizzazione di altre cinque vasche delle stesse dimensioni ed in parallelo a quelle già esistenti (3 per la denitrificazione e 2 di ossidazione biologica). La stessa delibera, inoltre, tra le altre prevede anche la costruzione di tre pre-ispessitori per la linea fanghi nonché quattro nuove nastro presse per il trattamento dei fanghi ed una nuova stazione di ripartizione. Tutto ciò quindi, non può non essere visto come una modifica sostanziale dell’impianto già esistente. Con i termini potenziamento e adeguamento usati da pseudo-tecnici, si nasconde in realtà un altro impianto. Lo vogliamo spiegare o no ai cittadini senza il timore di rischiare di perdere voti?

 

 

Si chiede pertanto, al Sindaco uscente un ultimo atto ovvero di denunciare alla magistratura chi, per tanti, ha fatto finta di non vedere le perdite delle vasche esistenti con conseguente mescolamento delle acque di falda con le acque nere e ancora di opporsi fermamente (ma sul serio) a possibili potenziamenti dell’impianto oggi esistente mediante la realizzazione di altre vasche, perché come ben sa la normativa oggi vigente non lo consente. Il cattivo odore è un classico di questi impianti, il candidato Caracciolo dovrebbe rendersi conto che aumentando la superficie in contatto con l’atmosfera, aumenta anche la quantità di cattivo odore che provoca problemi alla salute. È vergognoso che un rappresentante delle istituzioni cerchi di comprare il silenzio della popolazione di San Antonello e Torrepinta, le due frazioni maggiormente colpite dalle problematiche appena descritte, mediante il riconoscimento di Royalty. I cittadini di Sant’Antonello e Torrepinta, così come tutti i cittadini montaltesi, chiedo soltanto di poter respirare aria pulita e magari poter morire di vecchiaia e non per tumore. Chi non ha a cuore gli ammalati di tumore di Sant’Antonello e Torrepinta e non ha rispetto per tutte quelle famiglie che hanno avuto un caso di morte per patologie oncologiche, farebbe meglio a ritirare la sua candidatura».