Il campo di golf di Castrolibero progettato a ridosso del torrente Campagnano

La Regione Calabria esprime gravi dubbi sulla variante al piano strutturale comunale, stop al campo da golf che dovrebbe sorgere in una zona in cui vi sono diversi punti in frana

 

CASTROLIBERO (CS) – “A seguito dell’ennesima richiesta di accesso agli atti da me avanzata – dice Michaela Anselmo, consigliera comunale del Movimento 5 Stelle di Castrolibero – si è potuto appurare che la Regione Calabria ha espresso gravi dubbi sul progetto di variante al Piano Strutturale Comunale (PSC) di Castrolibero, in ragione delle numerose anomalie emerse sia dal punto di vista urbanistico che idrogeologico delineando un modo spregiudicato e irresponsabile di governo del territorio“. In particolare, secondo la Anselmo “è stato inviato all’approvazione della Regione un documento contenente numerose difformità tra le particelle catastali interessate dal progetto di variante e le aree sottoposte obbligatoriamente a Valutazione Ambientale Strategica (VAS). Ovvero particelle catastali diverse da quelle effettivamente interessate dal futuro campo da golf.

 

 

La variante al PSC –spiega la portavoce cittadina del Movimento 5 Stelle – rappresenta un passaggio amministrativo indispensabile per la realizzazione del campo da golf sul territorio comunale. Infatti, per la sua prima fase di realizzazione è previsto l’esproprio di circa 14 ettari tra suoli privati, a prevalente scopo agricolo, e terreni appartenenti al demanio fluviale soggetti a vincolo paesaggistico, con la conseguente modifica della loro destinazione d’uso in modo da renderli urbanizzabili. Ebbene, tali modifiche sono state oggetto di significativi rilievi da parte della Regione Calabria, considerato che la prossimità al torrente Campagnano, i numerosi punti in frana e vari altri vincoli inibitori presenti sul PAI, impediscono la modifica dello stato dei luoghi.

 

 

Come Movimento 5 Stelle, fin dalle scorse amministrative, abbiamo messo in guardia l’opinione pubblica sulla vicenda. Una questione, fra l’altro, molto sentita dalla comunità, sia a causa degli espropri che dell’accensione di mutui milionari a carico del bilancio comunale. Dalle carte progettuali emergono benefici economici ed occupazionali esigui, si parla di attrattività turistica senza analisi approfondite a fronte di notevoli implicazioni ambientali visto che il progetto prevede il prelievo massiccio di acqua per uso irriguo e l’utilizzo su larga scala di erbicidi in aree ad altissima vocazione naturalistica. Inoltre – continua la consigliera pentastellata – risulta la partecipazione ad un bando regionale per la concessione di contributi europei finalizzati alla realizzazione di impianti sportivi, nonostante i beneficiari apparenti del bando siano i comuni con popolazione non superiore ai 5000 abitanti sulla base dell’ultimo censimento Istat, mentre Castrolibero ne ha circa il doppio.

 

 

Ci si chiede allora quali interessi si muovano dietro queste numerose anomalie. Ed ancora: la struttura è dunque una reale esigenza del territorio? E le risorse che andrebbero perse per un eventuale naufragio del progetto non si sarebbero potute investire in altro e meglio per la comunità? Per tutte queste ragioni – conclude Michaela Anselmo – abbiamo coinvolto un vero e proprio pool di esperti in grado di approfondire i molteplici aspetti della materia: con loro stiamo elaborando una proposta organica di valorizzazione dell’area in chiave sostenibile e nel rispetto dei diritti di proprietà individuale, delle opportunità lavorative e della naturale vocazione turistica del territorio che verrà resa pubblica a breve”.