Studenti dell’IIS Castrolibero protestano: “No al contributo volontario”

“C’è stato imposto di pagare 50€, spacciati come rimborso spese. Questo però non è altro che l’ennesimo tentativo di mascherare il contributo volontario”

 

CASTROLIBERO – “Sono passati poco più di due mesi dall’inizio dell’anno scolastico che già agli studenti dell’IIS Castrolibero – si legge in una nota – è stato imposto di pagare la cifra di 50€, spacciati come “rimborso spese”. Questa però non è altro che l’ennesimo tentativo di mascherare il contributo volontario, ma gli studenti non ci stanno e anche questa volta stanno facendo sentire la loro voce, denunciando le numerose minacce e pressioni che hanno ricevuto dalla scuola. Infatti alcuni ragazzi sono stati obbligati a pagare la cifra per poter partecipare ad alcune attività scolastiche o per avere il diritto di partecipare al viaggio d’istruzione. Ancora più grave però è il caso riportato da alcuni ragazzi, ai quali è stato detto che se non avessero pagato il “rimborso spese” non avrebbero potuto sostenere gli esami di stato. Ci chiediamo a che titolo la scuola può arrogarsi il diritto di impedire agli studenti di sostenere l’esame di maturità per non aver ceduto alle sue pressioni e minacce!

Le note ministeriali parlano chiaro, il contributo, o rimborso che dir si voglia, non può essere imposto alle famiglie e dev’essere esclusivamente utilizzato per migliorare l’offerta formativa, tenendo ben distinti i contributi volontari dalle tasse scolastiche che, al contrario, sono obbligatorie con l’eccezione dei casi di esonero. Il problema in questione non è presente solo nella nostra scuola ma in tutte le scuole d’Italia, che si trovano costrette a dover imporre il contributo per sopperire alla mancanza di finanziamenti da parte dello Stato, scaricando nei fatti sulle spalle delle nostre famiglie il costo dell’istruzione. Noi studenti siamo stanchi di ricevere ogni anno numerose minacce, siamo dell’idea che a tutti deve essere garantita un’istruzione di qualità e gratuita senza ostacoli di classe e chiediamo l’abolizione del contributo, il taglio dei finanziamenti alle scuole private e che si investa maggiormente nell’istruzione pubblica, tagliando ai finanziamenti alle guerre sostenute dal nostro paese nel mondo.”